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Articoli pubblicati nella categoria Le vostre storie
Il mio Viaggio… in Italia
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9 agosto 2011 |
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Italia, eccomi di ritorno.
Dal mio Paese.
Una volta il tutto avrebbe forse avuto più senso, la famiglia, gli amici, la ricerca di sensazioni note, sapori, odori, forse radici.
Col tempo poi tutto si è ridotto, assottigliato in quantità, qualità, forza, fino a tal punto da chiedermi che senso abbia tornare nel mio Paese, anche per pochi giorni.
L’atterrare, il controllo documenti quasi indifferente, distratto, venire risucchiato dalla folla, tornare ad essere anonimo, non più una macchia bianca in Asia,
non più un’ Italian.
Il senso di tornare forse è ancora presente, magari nascosto dalla noia, dal mio spirito critico che si ostina al confronto, che non capisce come l’Italia non possa avere l’efficienza degli Stati Uniti, la folle velocità degli Asiatici.
L’ Italia è un paese dove andare in vacanza, non per viverci.
Il cliché, la frase di noi espatriati, fatta nostra di solito dopo il primo rientro.
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Quanto cari bisogna pagarli i propri sogni? – Storia di una ricercatrice disillusa
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29 luglio 2011 |
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Io ho sempre amato leggere. Ho cominciato da piccolissima, e non ho mai smesso. Avevo accesso indiscriminato alla biblioteca dei miei genitori e ho letto tanto cose prima ancora di avere l’età per capirle. Ho letto di tutto, da Zola a Philip K. Dick. Poi, al liceo, ho anche cominciato a scrivere: temi, saggi sui Sette contro Tebe, su Calvino. Piacevano ai miei professori, ma, cosa più importante, a me piaceva moltissimo scriverli. Trovare e costruire la propria argomentazione, costruire delle frasi efficaci, calibrare le immagini, il taglio, lo stile. Amavo e amo questo lavoro di lima, sempre perfettibile, sempre aperto a nuove ricerche, inesauribile.
Una Blogger in the UK
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17 luglio 2011 |
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Se hai una famiglia con un nome importante, che produce vini da tre generazioni, non sará facile fare qualcos’altro nella vita.
Tutti ti chiederanno sempre perché, per quale ignoto e strano motivo non hai voluto seguire le orme di famiglia e vivere la tua vita serenamente nell’azienda che porta il tuo cognome, come farebbero tutti.
Finito il liceo linguistico a Verona, con una passione sfrenata per l’Inglese, per Londra e per la vita all’estero, ho iniziato la facoltá di Agraria a Bologna.
Ho studiato per tre anni piante, insetti e animali. Ho stimato stalle, starnutito in mezzo ai campi di grano e ai frutteti, progettato campi da golf immaginari e impianti di irrigazione per vigneti. Giunta davanti alla commissione con molta, molta, molta fatica.
Poi, quando ormai era tempo di scegliere cosa fare della mia vita, mi sono accorta che quello che volevo fare io era tutt’altro.
Aeroporti d’Argento – un’altra bella storia di “lastanzabianca”
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12 luglio 2011 |
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Una volta vidi un film che iniziava e finiva con scene filmate all’ aeroporto di Heathrow. Il film era Love Actually e neanche mi piacque troppo, per la sua eccessiva sdolcinatezza da commedia natalizia inglese, però, l’ idea dell’ aeroporto era bella. Alla fine, l’ aeroporto è il luogo da cui si parte e a cui si arriva. E il viaggio che ci sta in mezzo non lo si compie sulla terraferma, nella nostra rassicurante auto o sulle rotaie di un treno, percorso predefinito dalle quali non si può uscire. Se si parte da un aeroporto, il viaggio si compie in volo.
La cosa bella delle scene riprese all’ inizio e alla fine di quel film, era vedere le persone che si salutano prima che una di loro parta per il viaggio, e che si salutano quando invece qualcuno ritorna da un viaggio. Bisognerebbe sempre partire con l’ idea di non tornare.
Milano – Parigi – Londra: la storia di Lorenzo
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6 luglio 2011 |
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Estate 1998, periferia di Milano. Un sabato a mezzogiorno come gli altri, in famiglia a mangiare il pollo arrosto preso poco prima al mercato in piazza. ”Mi hanno chiesto se voglio andare a Parigi” lo disse così, mio padre, “tre o quattro anni, ancora alla Défense” con il suo accento francese approssimato.
Io, all’epoca ancora adolescente, non capii cosa volesse dire. Capitava che partisse per un paio di settimane, una volta anche sei mesi, ma tre o quattro anni? “Andiamo” se ne uscì mia madre, “No, io non vengo” scattò mia sorella più grande, “resto qui, a casa”. Ed iniziarono a discutere. Casa, università, il ragazzo ogni soggetto era una scusa per mia sorella per rimanere. Perché? Noi dove andiamo?
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Visto dall’Asia: L’Italia s’è desta? (Reprise)
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22 giugno 2011 |
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Alla fine sconfitta è stata .
Anzi due, le amministrative ed i referendum.
Due schiaffi secchi a questa Destra (?) da sempre legata alle sorte del suo padrone.
Visto che poi l’Italiano è bravo ad annusare l’animale ferito e la barca che affonda, tutti a saltare staccionata, a lasciarlo solo, a spergiurare di non averlo mai votato e se di averlo fatto in un lontano passato, dimenticato.
Il Referendum per tanti è stato un voto pro o contro Berlusconi (il “quinto quesito”) ; al di là delle topiche, delle conclusioni, di quelle che saranno le ripercussioni sul paese.
Tanta gente di sinistra con cui parlo è contenta per questo declino del Premier, in attesa dell’alba dopo una notte di incubi durata 17 anni, dalla discesa in campo del Cavaliere.
Bandiere arancioni, canti, balli, slogan.
Io invece mi chiedo dov’è l’alternativa?
I Ponti Radio (pt.1, Papua Nuova Guinea), di “lastanzabianca”
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11 giugno 2011 |
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La prima volta che sono partito, erano i primi di giugno del 1978.
Pochi mesi dopo la laurea in Ingegneria Elettronica.
La prima volta che prendevo l’aereo, un viaggio di 27 ore. Mia nonna che prima che partissi mi aveva chiesto se il posto in cui sarei andato era più o meno lontano dell’America. Mia nonna che non sapeva con esattezza nemmeno dove fossi andato all’università, e figuriamoci se potesse avere un’idea di dove fosse l’America. Ma ai suoi tempi, chi emigrava principalmente andava “in America”, quell’America che per lei poteva anche non esistere veramente, era come dire “il paradiso”, era come dire la luna.
E io le avevo detto: “Sì nonna, è più lontano dell’America”.
Partimmo in tre, io e due colleghi italiani, uno aveva una moglie irlandese, e una bambina di due anni.
Da Milano a Roma.
Da Roma al Barhein.
Dal Barhein a Dehli.
Da Dehli a Bankok.
Da Bankok a Hong Kong.
Ad Hong Kong ci fermammo una notte a dormire.
Infine, da Hong Kong arrivammo a Port Moresby, Papua Nuova Guinea.
A Papua Nuova Guinea per installare i Ponti Radio.
Visto dall’Asia: La vita online. Una nuova riflessione di David
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8 giugno 2011 |
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Venerdì sera.
Cena/drink di addio di un amico; ha trovato un lavoro con promozione altrove; tipico fra gli espatriati; si gira, si cambia ogni 2-3 anni, ci si ritroverà in giro per il mondo.
Quando si vive a “Casa” questo sarebbe vissuto come una tragedia, una partenza, un pezzo di micro mondo in frantumi; qui è così che funziona, lo capiamo, lo accettiamo.
Serata come prevedibile con la maggior parte di persone estranee, da diverse nazioni, continenti.
Era parecchio che non avevo un’uscita del genere; sommerso (felicemente) dal lavoro, sport, famiglia non rimane molto tempo e voglia per serate del genere, sicuramente occasioni d’oro per un single, specialmente se Italiano in Asia.
Una serata da gettarvisi a capofitto, ascoltare, imparare, parlare, scambiare opinioni su da dove veniamo, cosa pensiamo, come vediamo questo mondo, dove stiamo andando, dare continuità alla cosa.
è sempre stato difficile avere vent’anni e non è mai stato semplice essere italiani
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5 giugno 2011 |
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Io vivo altrove un po’ per amore, un po’ per caso, un po’ per ingenuità.
Era il 2009, l’estate di quell’anno avrei dato la maturitá e non avevo un progetto per il mio futuro, avevo tante idee vaghe, ma almeno una sicura, me ne sarei andata dalla cittá in cui vivevo e poi molto probabilmente sarei andata a Berlino, perché per questa cittá mi era venuta una fissazione da quando mi ci avevano portato i miei in vacanza nel 2005.
Invece non é andata proprio così, ho incontrato un ragazzo e anche lui per coincidenza si trovava in una fase di transizione come me, stufo di essere sfruttato con un contratto a progetto, aveva lasciato il lavoro e avrebbe pur dovuto ricominciare da qualche parte. Cosí dopo un viaggio in avanscoperta di dieci giorni, ci siamo semplicemente chiesti: “ Perchè no?”. Non avendo trovato nessuna risposta valida ci siamo trasferiti nel settembre 2009.
Lettera/omaggio di una milanese di Barcellona
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1 giugno 2011 |
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Riproduciamo una lettera che ci ha mandato Giusi Garigali, milanese che vive a Barcellona da molti anni, nei giorni scorsi ha partecipato alle manifestazioni degli “indignati” spagnoli scrivendone per il blog di Marina Terragni.
Giusi il 30 maggio 2011 è tornata a Milano, per poter descrivere quella Piazza Duomo piena di entusiasmo e portarne un po’ anche a Plaça Catalunya.
Con questa foto, quella della ormai famosa “scrutatrice triste” del seggio del nostro premier, Cecile, incontrata per caso sul tram:
Buona lettura!
Ieri sera la piazza era meravigliosa.
Ho incontrato una valanga di persone. E altrettante ne avrei trovate se non fosse stato impossibile, a un certo punto, perfino muoversi.
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