Categorie

Articoli pubblicati nella categoria Il fenomeno

Fuga: quanto mi costi?

Pubblicato il: | 14 marzo 2011 | Nessun commento |

Eravamo rimasti ai dati diffusi all’inizio dell’anno da una ricerca di Confimprese e dal Sole 24 Ore, che parlavano di un costo pari a 6 miliardi di dollari per tutti i laureati che ogni anno lasciano l’Italia. Altri dati diffusi qualche settimana fa dall’Istituto per la Competitività (Icom) e ripresi in questi giorni dalla Stampa parlano di altri 200 milioni di euro annuali persi tra il 2000 e il 2009 in brevetti depositati all’estero da scienziati italiani.

Se ne parla quindi ancora ma non se ne parla ancora abbastanza?

È o no un’emergenza?

Un identikit e qualche dato sulla “fuga”

Pubblicato il: | 3 gennaio 2011 | 3 commenti |

Iniziamo l’anno con un post dedicato a una buona notizia: finalmente possiamo dare qualche numero o azzardare approssimazioni sulle dimensioni e le caratteristiche della nuova emigrazione italiana. Nelle ultime settimane abbiamo raccolto informazioni dai dati dell’Istat, dalla pubblicazione del rapporto della Fondazione Migrantes, da uno studio che ha condotto Sergio Nava (conduttore del programma Giovani talenti su Radio 24) e dal sondaggio che proprio questo blog ha lanciato nel sito di Repubblica.

Iniziamo con i numeri, le cifre. Scriveva Sergio Nava nel Sole 24 Ore il 20 dicembre scorso:

È abbastanza realistico stimare in circa 60mila i giovani “under 40” che lasciano l’Italia ogni anno. Sulla base di almeno due dati: il primo proviene dall’Anagrafe Italiani Residenti Estero (Aire), secondo cui ben 316.572 giovani non ancora quarantenni hanno lasciato il Paese tra il 2000 e il gennaio del 2010. Il flusso ufficiale è dunque pari a poco più di 30mila l’anno. Secondo vari sondaggi indipendenti, però, solo un espatriato su due si iscrive normalmente all’Aire (nonostante l’iscrizione sia obbligatoria). Il dato andrebbe dunque moltiplicato per due, per avere stime più ufficiose: in questo modo combacerebbe con la recente ricerca di Confimpreseitalia, che ha stimato proprio in 60mila i giovani emigranti, ogni anno. Quel che è più preoccupante, per Confimprese italia il 70% di loro sono laureati. Si tratta di capitale umano qualificato che lascia il Paese.

Secondo i dati Istat, sull’espatrio dei laureati nel 2008 (6552 unità), il costo per il sistema-Italia in termini di capitale umano trasferito ammonterebbe a 851milioni e 760mila dollari. Come premesso, i cambi di residenza riflettono solo in parte il totale dei trasferimenti. Basandoci invece sulla ricerca indipendente di Confimpreseitalia, possiamo stimare una quota annua di oltre 45mila laureati che emigrano, con un costo astronomico per l’Italia: quasi sei miliardi di dollari. Pochi di loro fanno normalmente ritorno, producendo ulteriore ricchezza all’estero.

Continuiamo con i costi che questo “dissanguamento” provoca.
Leggi tutto »

È passato il ddl Controesodo

Pubblicato il: | 23 dicembre 2010 | 1 commento |

“Il disegno di legge che dispone incentivi fiscali per agevolare il rientro di lavoratori che hanno preferito trasferirsi all’estero è diventato legge”. Con queste parole oggi le agenzie e i principali giornali nazionali davano la notizia dell’approvazione in Senato, dopo quella della Camera avvenuta in maggio, del progetto bipartisan “Controesodo“. È una bella notizia, qualcosa si muove. Sono incentivi fiscali: “fino a 25 mila euro di credito di imposta l’anno per un massimo di tre, per i talenti comunitari, con almeno due anni di residenza in Italia, non solo ricercatori, che vogliano tornare a lavorare nella Penisola”.
È un primo passo, ci vorranno adesso nuove iniziative che mettano le aziende italiane nelle condizioni di poter assorbire queste forze volenterose di ritorno. Ci vorranno cambiamenti nella mentalità stessa delle imprese italiane, del tessuto sociale, delle politiche lavorative… Ci vorrà una buona rete, che funzioni, proprio come è funzionato il tam tam di “Controesodo”… ci vorrà tempo e buona volontà.
Ma è comunque una buona notizia. Peccato che sia arrivata lo stesso giorno dell’approvazione della Riforma Gelmini: un piccolo passo in avanti, un grande passo indietro. Chi riesce a tenere il passo di questo passo?
Buona notte, che il sonno porti consiglio!

FIRMA IL MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI!

Pubblicato il: | 20 dicembre 2010 | 26 commenti |

I blog “La Fuga dei Talenti” e “Vivo altrove” lanciano un’iniziativa senza precedenti: un “Manifesto degli Espatriati“, che condensa in dieci punti i motivi che stanno portando -e hanno portato- centinaia di migliaia di giovani qualificati e ad alto potenziale a lasciare il Paese.
Il “Manifesto”, aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che vivono all’estero, resterà online nei prossimi mesi per le vostre sottoscrizioni, prima di essere inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.

Lo slogan è:
Firma anche tu: Impegnati a rendere l’Italia “un Paese per Giovani”!

CLICCA QUI PER COLLEGARTI AL BLOG UFFICIALE DEL MANIFESTO
AIUTACI A DIFFONDERLO SUI PRINCIPALI SOCIAL NETWORK E VIA E-MAIL!

Oggi manifestazione in piazza anche a Barcellona

Pubblicato il: | 14 dicembre 2010 | 1 commento |

“Noi non siamo sfiduciati”, quasi impossibile tradurre in spagnolo e catalano il doppio senso racchiuso nella parola “sfiduciati”, ma ci abbiamo provato. Insieme a un sacco di anime della sinistra e dei movimenti presenti a Barcellona abbiamo messo giù un manifesto attorno al quale ci raduneremo oggi, martedì 14 dicembre, alle 18:30 in Plaça Univeristat a Barcellona: per esprimere la nostra rabbia e il nostro appoggio nei confronti di chi da giorni in Italia si sta manifestando contro i vergognosi colpi di coda di un Governo ormai in agonia.

L’appuntamento è già stato fissato, oltre agli italiani di Barcellona, speriamo di vedere anche un bel po’ di catalani e altri stranieri residenti in città, per dimostrare che l’Italia vera non è quella che raccontano i giornali.

Qui l’invito su Facebook:
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=168101303228722

e qui sotto il testo con cui inizia e si conclude il manifesto,  con il pdf del volantino in tre lingue, le nostre tre lingue…
Vi aspettiamo!

Oggi 14 di dicembre, il governo italiano potrebbe cadere, anzi potrebbe essere già caduto o comunque è destinato a questa fine, sotto i colpi di parte della maggioranza che fino ad ora l’ha sostenuto (gli ex neofascisti capitanati dal Presidente della Camera Fini).
Una maggioranza che ha condotto l’Italia nel baratro di una crisi non solo finanziaria, ma anche culturale e istituzionale, se non antropologica; i governi di Berlusconi passeranno alla Storia per aver tutelato gli interessi del proprio capo e aver irriso per anni le funzioni del Parlamento sovrano ricorrendo continuamente alla pratica antidemocratica del decreto legge (che viene votato impedendo, di fatto, il dibattito parlamentare)…

Ci sarebbe poco da festeggiare, in ogni caso, se Berlusconi cadesse o fosse caduto al termine di una partita giocata interamente all’interno del Palazzo. Non ci basta.
Per questo, mobilitiamoci in tutte le città italiane e anche all’estero: cittadine e cittadini, lavoratori e studenti manifestiamo:
NOI NON SIAMO SFIDUCIATI a Barcellona.
Riuniamoci tutte e tutti in Plaça Uuniversitat, martedì 14 dicembre 2010 alle 18,30
Coordinamento Cittadini Italiani Progressisti di Barcellona.
Aderiscono: Associazione AltraItalia, Movimento ‘Lo Sbarco’, Italiaes.org e i circoli di Barcellona del Partito Democratico, Italia dei Valori,
Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà.

Volantino – Noi Non Siamo Sfiduciati

Smettiamo di dire “giovani”, il fenomeno è ben più vasto…

Pubblicato il: | 13 dicembre 2010 | 1 commento |

Mi chiamo Adriano, ho 38 anni e lavoro come maestro di Teatro e Musica nelle Scuole elementari. Da più di 1 anno mi sono trasferito insieme ad alcune amiche e amici cari in Andalusia, nel Sud della Spagna. Il progetto di vita che ci unisce e che ci porta a condividere spazi e tempi fuori dell’Italia è legato al desiderio di vivere una vita vera, che sia continuamente ricca di arte, cultura, piacere di condividere con gli altri la propria passione. Sono circa 10 anni che ognuno di noi (abbiamo tra i 35 e i 50 anni) ha lottato tenacemente per non veder spenta la propria fiamma e per sopravvivere al buco nero che ha colpito l’Italia. Abbiamo cercato costantemente e in vari luoghi di portare un sano contributo artistico e culturale al Paese dove siamo nati e ad un certo punto abbiamo fermamente deciso di lasciarlo, perché terra devastata e alla deriva… Il nostro progetto di vita si è spostato altrove dove si può continuare a respirare bellezza insieme ad una comunità. La nostra scelta non è stata “giovanile”, ma vissuta in tutte i suoi passaggi e fatiche di vita quotidiana degli scorsi anni. Mi piacerebbe che, viste anche le molte testimonianze over 35, non si parlasse più di “fenomeno giovanile” o “non è più un paese per giovani”. Il fenomeno è ben più grave e serio e se lo si titola solo così non si rende giustizia a una generazione che è cresciuta negli anni ’80 e ha sofferto per resistere allo schifo che avanzava e che ora, con coraggio, riconosce la disgrazia totale e sceglie di proseguire a vivere… altrove.

L’esperienza di Londra

Pubblicato il: | 1 dicembre 2010 | 1 commento |

Ci avevano avvisato: un incontro “attesissimo”, verranno molte persone, si aprirà un buon dibattito… Eppure, né io né Sergio Nava, autore di La Fuga dei Talenti e conduttore di Giovani talenti su Radio24, ci saremmo mai aspettati un’accoglienza così calorosa.
Da qui il ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato attivamente all’organizzazione e alla realizzazione dell’incontro dal titolo “Arrivederci Italia?” che si è tenuto a Londra venerdì 26 novembre scorso.
Grazie alla Scuola Italiana che ci ha accolto, alla Bocconi Alumni Association, a The Italian Book Shop e a Italians of London.
Grazie anche a Daniela De Rosa e Andrea Valdambrini, per gli interventi e la moderazione del dibattito. Ma soprattutto, grazie a tutti quelli che sono venuti a discutere con noi (e ci dicono che erano più di 200) sul perché tanti italiani scelgono tutti i giorni di abbandonare il proprio Paese. Perché ce ne siamo andati, perché e a quali condizioni un giorno ci piacerebbe tornare, perché vorremmo poter condividere l’esperienza e la professionalità acquisita all’estero, come hanno scritto Giancarlo nel sito Italians of London e Andrea nel blog FQ Londra del Fatto Quotidiano.
Come testimonianza, vi lasciamo qualche foto della serata, con la promessa di spiegare nei dettagli tutte le proposte e le idee che abbiamo ascoltato. Verranno presto allegate al Manifesto degli Espatriati, lo scopo è quello di ampliare il punto 10 e continuare, in altre occasioni e in altre città, a raccontare cosa pensa e cosa propone chi in Italia ha scelto di non vivere più.
A presto!

"Arrivederci Italia?" - Londra 26 novembre 2010

"Arrivederci Italia?" - Londra 26 novembre 2010

Il pubblico di Londra - 26 novembre 2010

Il pubblico di Londra - 26 novembre 2010

Molte persone in piedi! - Londra 26 novembre 2010

Molte persone in piedi! - Londra 26 novembre 2010

La proposta di Marco: viaggio Copenhagen-Salerno per incontrare italiani prima di Natale

Pubblicato il: | 7 novembre 2010 | 7 commenti |

Cari tutti.
Tramite alcuni amici ho scoperto con piacere il vostro sito. Buona idea per connettere italiani che vivono all’estero!

Sono un italiano di 31 anni che vive in Svezia, dove lavoro nella didattica in un’università.

Condivido volentieri con voi una mia idea che per il momento è molto aperta e sta ricevendo diversi feedback.

La mia idea iniziale era di scendere con il treno poco prima di Natale e trovare nel mio cammino appuntamenti con gruppi di Italiani che vivono all’estero e che condividono il desiderio di valorizzare i talenti italiani in patria. Sarei in viaggio dal 17 al 22 dicembre (circa). Sogno di incontrare anime affini con cui avere cene, incontri, e raccogliere foto e video durante il tragitto.

Durante il mio viaggio vorrei “intervistare” – ma è più semplice dire connettermi- con gli italiani che come me vivono all’estero e vorrebbero contribuire ad un cambiamento profondo per il nostro Paese.

Su Repubblica (e ci sono altre iniziative simili) ci si è chiesti ultimamente quali sono le storie degli italiani all’estero. Ci si chiede spesso “Cosa vi ha spinto a lasciare l’Italia?”. Ottima domanda davvero. Leggendo tutte le storie degli emigrati come me però mi prende spesso un senso di sconforto e disillusione. Vorrei partire da questa stessa domanda ma tentare di esplorare la speranza di cambiamento. Chiederei alcune semplici domande del tipo:

-”A che condizioni torneresti in Italia? Per quale tipo di Italia saresti felice di tornare?”
-”Qual è il cambiamento più importante di cui l’Italia ha oggi bisogno?”

-”Cosa possiamo fare insieme dall’estero per aiutare in questo processo di cambiamento?”

Se si raggiungesse un certo numero si potrebbero fare alcune di queste tappe insieme con altri italiani che condividono il percorso. Ad ogni modo sarebbe una bella esperienza per me, e nella misura in cui saremmo capaci di raccogliere documentazione di questa Italia che è viva e che spera ancora, potrebbe essere fonte di ispirazione per altri italiani all’estero e in patria.

Sarei in viaggio dal 17 al 22 dicembre in treno e autobus- date ancora da confermare. A partire da Copenhagen passando per il centro Europa ho tutte ipotetiche per ora in mente. Man mano che estendo l’invito e ricevo risposte l’idea si farà sempre più concreta.  La mia destinazione finale è in provincia di Salerno.

La mia domanda per voi e per voi è:  hai/avete contatti cui possiamo estendere questo invito? Ogni tipo di aiuto nel diffondere l’iniziativa è benvenuto.
Grazie ad ogni modo!
Marco
eccemarco@gmail.com

L’identikit dei nuovi migranti: analisi dei dati raccolti su repubblica.it

Pubblicato il: | 4 ottobre 2010 | 4 commenti |

Ecco l’articolo pubblicato su repubblica.it con l’analisi dei dati delle più di 17.000 persone che si sono raccontate nel censimento sugli Italiani all’Estero.
Speriamo che vi interessi. A presto!

IL CENSIMENTO

Giovani, laureati, in fuga per scelta
Ecco chi sono gli italiani all’estero

Oltre sedicimila risposte al nostro questionario. Due terzi sono maschi, hanno titoli di studio elevati. Solo il 10% ha più di 45 anni e oltre la metà non è iscritta all’Aire. Se ne sono andati soprattutto per motivi professionali e perché questo Paese non piace più a chi ci vive

di CLAUDIA CUCCHIARATO

Più di 17mila storie raccolte in quattro giorni non solo sono un ottimo risultato. Sono soprattutto un segnale: la conferma, l’ennesima per chi si occupa di questo argomento, del fatto che gli Italiani Residenti all’Estero sono una comunità enorme, attiva, impegnata, informata e bisognosa di sentirsi compresa o almeno ascoltata dal proprio Paese. Lo dicono in tanti: “grazie per aver lanciato quest’iniziativa”. Lo diciamo anche noi: “grazie per averla accolta con tanto entusiasmo”. Ci aspettavamo molto e le aspettative sono state addirittura superate. Nei prossimi giorni faremo un’analisi qualitativa delle storie, un riassunto delle motivazioni e delle esperienze di ognuna delle persone che si è voluta raccontare in questo spazio. Oggi proponiamo un’analisi quantitativa e statistica sui numeri, le percentuali. E quest’analisi non ha la velleità di essere scientificamente valida: non possiamo pretendere di parlare a nome di tutti gli italiani che risiedono all’estero in questo momento. Eppure, l’enorme quantità di dati raccolti in un periodo di tempo così ridotto ci dà la possibilità di fare alcune considerazioni e di parlare in nome di una percentuale comunque altissima di “espatriati”.

Leggi tutto »

Un’altra delle vignette che ci manda Alvise da Monaco

Pubblicato il: | 1 ottobre 2010 | Nessun commento |

Vignetta Altan - Alvise

Vignetta Altan - Alvise

« PRECEDENTISUCCESSIVI »
Pubblica la tua storia Acquista il libro

Iscriviti al feed di Vivo altrove

  • Ultimi articoli

  • Categorie Blog

  • Link a Associazioni e Iniziative

  • Link a Blog di italiani nel mondo

  • Link a Blog e siti di News

  • Link a Siti istituzionali

  • Condizioni

  • Amministra sito