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Articoli pubblicati nel mese di novembre 2011
Indagine conoscitiva sugli italiani all’estero
Pubblicato il: |
21 novembre 2011 |
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È un’iniziativa dell’associazione ITalents, assieme a Controesodo e all’assessorato al Lavoro del Comune di Milano.
Un doppio questionario per capire chi sono e perché non tornano (o come vorrebbero tornare, a quali condizioni) gli italiani che vivono all’estero. Il primo questionario è destinato a chi ancora vive “altrove”; il secondo a chi ha recentemente deciso di tornare in Italia.
FINALMENTE!
Abbiamo quindi a disposizione uno strumento che può servire a contarci, darci voce, farci uscire allo scoperto e aiutarci a conoscerci un po’ di più, raccogliendo dati che si rifanno ai censimenti dell’Istat (dati anagrafici, stato civile, figli, titolo di studio, lavoro svolto all’estero e lavoro che si svolgeva in Italia…).
Compilatelo tutti e fate girare la voce, è una grande notizia!
Ecco i link:
http://www.lavoroeformazioneincomune.it/ita/204/1/questionario-italiani-che-vivono-estero.htm
http://www.lavoroeformazioneincomune.it/ita/205/1/questionario-italiani-rientrati-in-italia.htm
Per maggiori informazioni, vi rimandiamo all’ottimo articolo che ha pubblicato su questo argomento La Repubblica degli Stagisti:
Il mio Amico Altrove
Pubblicato il: |
10 novembre 2011 |
2 commenti |
Molti anni fa un mio caro amico è andato a vivere altrove. Ad attenderlo lì c’erano una carriera migliore e una casa con terrazza. Lo immaginavo affacciato di sera, abbracciato a sua moglie, mentre osservava la vita come doveva andare. Nella testa di chi rimane, il paese di Altrove è un posto meraviglioso in cui tutti finisce bene. C’è lavoro, c’è l’amore e se il tempo è cattivo c’è comunque un bel caffè in cui rifugiarsi a guardare un libro e un poetico angolo di strada con la pioggia. Arrivato a una certa età senti che saresti dovuto diventare presidente di qualcosa. Ultimamente mi hanno chiesto “Presidente di cosa?”. Ho risposto “Presidente della DDR”. Nell’azzardata frase c’era comunque un fondo di verità, quello che vogliamo alla fine è il controllo. Avere il controllo su tutto. Il lavoro deve andare come sogniamo, i rapporti anche, la mattina ci alziamo e devono esserci per forza o il sole o un caffè con un poetico angolo di strada in cui piove. Non contempliamo l’interazione con il caso e con gli altri. C’è una continua lotta contro ogni cosa, anche quando non sembra e ce ne siamo tranquilli affacciati a una terrazza. Volevo vedere anch’io com’era fatto questo posto in cui le cose avvengono, così sono partito alla ricerca di Altrove. Al ritorno non avevo imparato nulla, non ero una persona migliore o con qualcosa in più. I souvenir resistono di più dei ricordi e delle sensazioni. E di tutto quel viaggio mi sono rimasti questi tre minuti e cinquantanove di video. Altrove è come qualsiasi altro posto.