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Articoli pubblicati nel mese di marzo 2011

Viaggio in Italia, di Noretta

Pubblicato il: | 26 marzo 2011 | Nessun commento |

I racconti di viaggio quasi sempre parlano di viaggi in paesi remoti, lontani dalla realtà quotidiana, paesi strani, viaggi avventurosi che ci fanno sognare, viaggi che vorremmo fare, che ci ripromettiamo di fare prima o poi… chissà… oppure da fare solo nel nostro immaginario.

Questo viaggio invece nasce “contromano”. Si parte da un paese straniero per arrivare in Italia. Paese conosciuto o che almeno dovrebbe esserlo per nascita, per averci vissuto alcuni decenni e che non dovrebbe avere segreti da svelare.

Come avviene spesso di rivedere dopo anni una persona e notare un notevole cambiamento, cambiamento non evidente a coloro che ci vivono assieme, così allo stesso modo avviene per un paese dopo anni che non lo rivedi.

Anche un paese in fondo è come una persona: cambia il modo di vivere, cambiano le abitudini, cambiano i valori attribuiti alle cose, cambia il carattere soprattutto, come avviene spesso con l’età.

Spesso non è facile vivere in un paese con tradizioni, credenze, ritmi diversi da quelli a cui siamo stati abituati, ma è ben strano non ritrovarli ad un ritorno.

Dopo 3 giorni di mare infatti si arriva in un paese che ormai si rivela sconosciuto.

Ben presto hai la netta percezione di un ritmo angoscioso, di un’ansia generalizzata e di un’aggressività mal repressa.

Quest’ansia ti contagia tuo malgrado, ti rende le giornate lunghe e difficili. Ogni cosa è difficile ed ostile.

La città che hai pure amato ha cambiato volto. Sotto certi aspetti è migliorata. E’ stata valorizzata in mille aspetti esteriori ma il suo vero volto, l’essenza della sua unicità ormai non c’è più. Statue in bronzo sono state poste in luoghi nei quali mai avresti pensato potessero essere collocate, giardini ed aiuole fiorite fanno bella mostra di sé, lampioni ottocenteschi e panchine arredano una città senza più anima. Solo un travestimento, uno scenario da operetta per attori che non ci sono più. Una messa in scena senza protagonisti e spettatori.

Chi infatti potrebbe sedersi su quelle artistiche panchine? Quelli che corrono con le loro automobili Euro 4 a 3 anni di bollo gratis e 36 rate? Non avranno tempo di sicuro per sedersi e guardare il mare. Bambini? Non c’è ne sono. I vecchi? Sono tanti, ma la loro vita è difficile, non si può stare a guardare il mare quando si ha paura ad aprire la porta di casa, quando ritirare la pensione diventa un’impresa, quando sull’autobus ti aprono la borsa… quando intorno a te la tua gente assume un altro colore.

Un palcoscenico vuoto questa è ora quella che era un tempo la mia città.

Forse percorrendo la città vecchia è possibile ancora trovare angoli dimenticati dove i truccatori di scena non sono ancora passati oppure nelle vecchie osterie, se ancora c’è ne qualcuna, ritrovare atmosfere, personaggi e memorie che parlano veramente al cuore di una storia passata, di una gioventù sofferta ma vera . Storie lontane, dimenticate che la rendevano unica, diversa da tutte le altre.

Altri 3 giorni di mare per lasciarsi alle spalle una realtà che non c’è più. Ed il viaggio finisce così.

Una parentesi magica: l’Australia per Angela

Pubblicato il: | 24 marzo 2011 | 7 commenti |

Mi chiamo Angela, ho 23 anni e da quattro mesi vivo in Australia, precisamente a Melbourne. Mi trovo qui diciamo per caso, via una borsa di studio per la quale dovevo trattenermi in questo continente per soli pochi mesi. Adesso le mie prospettive sono cambiate, qui si vive, non si sopravvive, c’è tanta ma tanta meritocrazia, ci si sente appagati, ma soprattutto si ha la libertà di scelta di poter cambiare lavoro e tentare la scalata, qui è possibile la gavetta e le chance per noi giovani in cerca di un futuro, per noi che non ci accontentiamo di lavorare nella fabbrica del paese o essere sottopagati in un ristorante. In Australia, chi frequenta le scuole professionali ha la possibiltà di lavorare quasi full time nel prorpio settore, ci sono giovani di 19-20 anni che sono in grado di gestire professionalmente il lavoro di cuochi nei ristoranti, che vantano già 3/4 anni di esperienza nel settore.
Adesso dovrei tornare in Italia per terminare la mia carriera universitaria, ma dopo ciò non vedo nessun altra prospettiva per quanto mi riguarda, se non quella di fare le valigie e andare altrove e perché no, tornare in questa meravigliosa nazione quale l’Australia.

L’Unità d’Italia a Londra: “Tricolori”, di Martin

Pubblicato il: | 22 marzo 2011 | Nessun commento |

Non riesco a sintetizzare opinioni né a distillare commenti, lo dico senza ironia. Mi limito a passeggiare nottetempo per le vie di Londra, e registro i respiri del giorno che viviamo. Dell’oggi di centocinquantanni dopo.

Ho ascoltato un luminare che perorava la causa del federalismo. Gli ho chiesto la differenza tra unità e unificazione. Ne sono uscito confuso.

Ho visto spille, poster, opuscoli e volumi. I ristoranti faranno il pienone.

Noto lo spaccato che compone la festa: chi ha detto che non esiste un equilibrio di due partiti stabili in Italia? Per quasi tutti, è così, qui da noi: pizza e nostalgia, o chiusura al paese(llo)che nulla offre, e via!

Pochi altri, in mezzo. Dove siete?

Aumenta il vento, e le bandiere. E San Patrizio diventa Italia, e viceversa. Il vento tradisce sempre. Trattorie e birrerie, non importa più… anche se l’arancio è in fondo un rosso sbiadito, viene da domandarsi se il rosso non sia stavolta il colore più debole del sentimento diluito nel tempo.

Quale vessillo sceglieranno le birrerie irlandesi in Italia per oggi? A quale convenienza affiliarsi?

E com’è la tua bandiera? Fresca di bucato, sbiadita dall’uso, nuova di produzione, adatta a tutti i santi e ricorrenze, riciclata dai mondiali, o semplicemente hai navigato troppo tempo senza curartene e si è arravagliata all’asta del senso, alla bussola del significato?

Io, da romano, devo attendere ancora dieci anni… e avrei tempo di chiedermi se sia stato un bene.

Ma intanto vivo il rosso del dolore che ora prova la nostra terra. Il verde di quelle pinete che sanno di montagna, ma che a casa mia abbracciano il mare da vicino, odorose di speranze.

E il bianco delle pagine che scriveremo, se solo lo si vorrà.

http://hotelbigcitymartin.com/default.aspx

Vedi alla voce “Unità”: che si fa all’estero?

Pubblicato il: | 15 marzo 2011 | Nessun commento |

Tutti ne parlano. Tutti ne scrivono. Tutti si mobilitano. Sarà vero? Ma proprio tutti? Il 17 marzo prossimo si celebrano i 150 dell’Unità d’Italia. Un anniversario che arriva tra mille polemiche e divisioni: festa o non festa, dibattito sul Federalismo promosso dalla Lega, manifestazioni in piazza quasi tutte le settimane a difesa di diritti che la Carta Costituzionale su cui quest’Unità si basa dovrebbe difendere da sola… E invece no, si scende in piazza per difendere la Costituzione stessa, la scuola pubblica, l’acqua pubblica, la dignità, il decoro, un lavoro retribuito (questa è una nuova fermata in preparazione, trovate informazioni qui e qui)…

Io non sarò in Italia il 17 marzo, sarò a Barcellona. E da qui, mentre approfitto per segnalare un bell’articolo sull’argomento di Marco Simoni ne l’Unità (Spegare l’Italia al resto del mondo), vi spiego quel che succede in questa parte dell’Europa.
Se vi va, scrivete anche voi in questo sito cosa bolle in pentola: cosa accadrà o cosa è già accaduto all’interno delle celebrazioni per questo anniversario nelle città in cui state vivendo, all’estero.

A Barcellona, come forse si saprà già, vivono diverse decine di migliaia di italiani. La cifra balla tra i 40 e i 60 mila a seconda delle versioni o delle fonti prese in considerazione. Mica tutti sono nati in Italia questi italiani di Barcellona, anzi, moltissimi l’Italia non l’hanno nemmeno mai vista. Tant’è. Avranno comunque tutti un buon ventaglio di possibilità tra cui scegliere per celebrare i 150 anni dalla proclamazione del Regno d’Italia. Vediamo quindi cosa offre Barcellona all’italiano intraprendente e volenteroso che quest’Unità la vuole festeggiare a tutti i costi:

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Risultati del Concorso Vueling: The Winner Is…

Pubblicato il: | 15 marzo 2011 | 1 commento |

È arrivata l’ora del verdetto.
La facciamo breve, ma dobbiamo comunque dire che non è stato facile, le opinioni dei componenti della giuria e anche quelle dei lettori erano abbastanza diverse e ci sono voluti alcuni giri di voti per arrivare al verdetto definitivo.
Innanzitutto, quindi, complimenti a tutti i partecipanti: la qualità era alta e la forza di volontà pure.

VINCITORE:

1-PUNTI FERMI: LA STORIA DI NADIA

Notevole per la suggestione del racconto e la poeticità della prosa. Commovente anche per il modo in cui l’autrice ricorda il passato e trasforma l’immobilità del Paese d’origine in un contesto positivo: l’unico punto fermo rassicurante.

Tra i commenti dei lettori:

-“Molto intenso e genuinamente sentito”,

-“Veramente ben scritto e per niente banale! Piacevolissimo…”


MENZIONE SPECIALE ANCHE PER:

2-IL CAIRO: INTERROGATORIO DELLA VITA

Interessante per l’originalità dello stile e per il modo in cui affronta la tematica dell’esilio. Oltre che per l’acuta osservazione di un contesto particolarmente problematico, soprattutto in questo periodo.

Tra i commenti dei lettori:

-”Delicatamente personale, apprezzo molto che tu non abbia infierito sul tuo paese d’origine. [...] Rispetto molto la scelta di accennare appena alla rivoluzione, senza strumentalizzarla e senza scappare da essa come un coniglio impaurito”.


3-HISTORIA DE UNA GAVIOTA Y DEL GATO QUE LE ENSEÑÓ A VOLAR

Suggestivo per il parallelismo con la fiaba, proprio nella storia di una persona che ancora non è emigrata e si prepara con speranza al grande salto. E alla quale auguriamo molta fortuna!

Grazie a tutti e a presto!

Vivo altrove & Vueling

Fuga: quanto mi costi?

Pubblicato il: | 14 marzo 2011 | Nessun commento |

Eravamo rimasti ai dati diffusi all’inizio dell’anno da una ricerca di Confimprese e dal Sole 24 Ore, che parlavano di un costo pari a 6 miliardi di dollari per tutti i laureati che ogni anno lasciano l’Italia. Altri dati diffusi qualche settimana fa dall’Istituto per la Competitività (Icom) e ripresi in questi giorni dalla Stampa parlano di altri 200 milioni di euro annuali persi tra il 2000 e il 2009 in brevetti depositati all’estero da scienziati italiani.

Se ne parla quindi ancora ma non se ne parla ancora abbastanza?

È o no un’emergenza?

Si chiude il concorso per vincere un volo Vueling con Vivo altrove

Pubblicato il: | 1 marzo 2011 | Nessun commento |

Si chiude oggi il concorso per vincere un volo, lanciato a inizio febbraio dal sito Vivo altrove
in collaborazione con la compagnia Vueling.
I partecipanti sono stati molti, potete leggere le loro storie nel sito: rimarranno online per commenti e feedback.

Da oggi si apre la fase di lettura e votazione da parte della giuria.

I risultati verranno pubblicati tra due settimane nella home del sito e comunicati a tutti i partecipanti.

Grazie per la partecipazione e in bocca al lupo a tutti.

A presto.

Vivo altrove & Vueling

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