Da Roma alla California: viaggio di sola andata
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17 novembre 2010 |
56 commenti |
Me ne sono andato dall’Italia perché non mi veniva offerta nessuna possibilità concreta. Avevo viaggiato per la prima volta in California nel 1993 e l’America mi era piaciuta da subito. Poi sono tornato nuovamente nel 1995-1996, per un anno di studio al college. Studiai a San Diego e dopo l’anno accademico rientrai in Italia per ultimare i miei studi universitari in legge a Roma. Con una laurea in giurispridenza in tasca, buona conoscenza dell’inglese e di vari software informatici non riuscivo a trovare nessuna proposta concreta in 9 mesi di seria ricerca di un posto di lavoro. Nei vari colloqui di lavoro affrontati, o mi dicevano che ero troppo qualificato o che non avevo la minima esperienza nel settore.
Nel 2000 decisi quindi di lasciare definitivamente l’Italia e partii per il Canada per frequenatare un LLM: destinazione Montreal. Da lì mi spostai successivamente a Vancouver, nella British Columbia. A Vancouver ho lavorato presso una società di pubblicazioni ed in seguito come direttore responsabile presso un grande centro culturale italo-canadese della città. Tuttavia il mio sogno era di fare l’avvocato “south of the border” ovvero negli Stati Uniti. Avevo cominciato gli studi di diritto americano sin dall’università in Italia ed avevo poi proseguito a studiare legge americana per gli esami di abilitazione, durante la mia permanenza canadese. Dopo tre anni di vita in Canada mi traferii negli Stati Uniti, a New Orleans in Louisiana. Sostenni e superai l’esame di abilitazione alla professione forense e di lì a poco mi venne offerto un primo lavoro a New Orleans e dopo qualche mese un altro posto di lavoro in California. Trasferitomi a Los Angeles nel 2003, per me gli anni successivi sono stati anni di grande crescita professionale e personale. Iniziai a lavorare per un’organizzazione sindacale in materia di previdenza internazionale e cominciai a collaborare con grandi studi legali in materia di contenzioso d’affari. Sono in seguito diventato anche avvocato in California e dal 2006 ho avviato assieme a due colleghi americani l’unico studio legale italiano di Los Angeles. Oltre ad occuparmi di imprese ed imprenditori italiani che operano od hanno vari interessi commerciali qui negli Stati Uniti, sono l’avvocato di famosi personaggi dello spettacolo italiano che si recano qui a Los Angeles per motivi di lavoro. La mia storia è un po’ unica ma so di certo che queste possibilità che ho trovato qui negli Stati Uniti non le avrei mai avute in Italia. La mia scelta di andarmene è stata una scelta ponderata ed ispirata dalla voglia di vivere e lavorare in libertà e fantasia, senza la necessità di dover scendere a compromessi e soprattutto senza l’obbligo di dover fare ciò che in realtà non avrei amato fare. Ritengo che per lasciare l’Italia, specie oggi, basta veramente poco in quanto molti paesi all’estero offrono molto di più in termini di lavoro e stile di vita rispetto all’Italia. Non solo gli Stati Uniti, ma anche il Canada, l’Australia e varie altre nazioni offrono ai giovani quello che in Italia sarebbe impensabile. Tuttavia credo che per diventare un expat di successo sia necessaria una determinazione di fondo, tanta preparazione e soprattutto molte idee da mettere in pratica. Questi tre elementi, secondo me, fanno la differenza tra un giovane expat ed un giovane expat di successo. Varcare il confine è solo l’inizio e solo coloro che hanno le idee ben chiare sapranno vivere al meglio questa bellissima avventura.
Commenti
56 commenti a “Da Roma alla California: viaggio di sola andata”
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25 novembre 2010 alle 10:42
La sua storia è stata una ventata di aria fresca: lo è stato pensare che un lavoro “specializzato” e “specifico” come quello dell’avvocato, possa essere valorizzato in terra straniera dove le competenze potrebbero essere diverse da quelle del paese di provenienza degli studi.
Mi piacerebbe mettermi in contatto con lei, per poterla intervistare e comprendere più approfonditamente il suo percorso.
Grazie.
Letizia
10 dicembre 2010 alle 10:00
Il Suo racconto è molto gradevole, emerge una rappresentazione pacata ma ottimista delle opportunità offerte fuori dall’Italia a chi veramente si sforza di cercare quello che vuole diventare.
Ed è una speranza.
All’estero con una laurea in giurisprudenza! E’ un sogno che finora non ho potuto seguire per problemi personali e familiari ma che ora mi piacerebbe riprendere per vedere se si può realizzare.
Tra l’altro, ho sempre cercato di coltivare ed esercitare le lingue – inglese, tedesco e spagnolo – studiate al liceo e integrarle con la conoscenza del diritto di questi paesi (Erasmus in Spagna, tesi in Germania, corsi di inglese giuridico, etc.)
Pur facendo l’avvocato in una città di provincia sono, in realtà, un ottimo conciliatore.
Riuscirò a quarantanni a fare quello che non potei fare a venti? Lei che ne pensa?
6 gennaio 2011 alle 17:46
DIO SOLO SA COME TI CAPISCO . IO HO 49 HO APPENA DIVORZIATO E SONO ORMAI 5 ANNI CHE LVORO FREELANCES IN ITALY . HO UN MESTIERE : AUTOCARROZZIERE E RESTAURATORE DI AUTO…MOTO MOTOCICLI…NAVY . MA QUI IN ITALY LAVORANO SOLO RAGAZZINI DAI 18 ANNI AI 29 ANNI E 364 GIORNI SOTTO PAGATI E REGISTRATI COME APPRENDISTI . ALLO SCADERE DEL 30 ESIMO ANNO DOVREBBERO ASSUMERTI COME OPERAIO . ECCO ALLORA CHE LO PRENDI NEL CULO E NESSUNO T’ASSUME PIU’ . QUELLO CHE PERO’ NESSUNO DICE E’ CHE OVUNQUE VAI NEL MONDO I LIMITI D’ETA’ SONO UGUALI ECCETTO CHE IN AMERICA . OVE PER ANDARE IN PENSIONE TI CI VOGLIONO 69 ANNI DI ETA’ …..MEDITATE PEOPLES…..039 3312880188
8 gennaio 2011 alle 01:44
Caro Signore, lei forse non sa che negli USA si puo’ andare in pensione a 63 anni e con 10 anni di versamenti contributivi che danno anche diritto all’assistenza sanitaria gratuita (Medicare). Chi poi non sia in possesso di contribuzione ed in stato di indigenza percepisce l’assegno sociale cosi’ come copertura sanitaria chiamata Medical.
27 gennaio 2011 alle 10:50
che sogno! io pero vorrei raccontare brevemente la mia di realtà!
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza a febbraio 2010 a 24 anni e mezzo presso l’università parthenope di Napoli,ho cominciato la pratica presso uno studio legale penale, orari massacranti, si finisce anche all’una di notte, lavoro che in certi casi diventa anche quello che dovrebbe svolgere una segretaria, neanche una parvenza di rimborso spese e tanti soldi spesi in carburante e parcheggi per i vari spostamenti. Crearsi mille problemi per uscire nel week end anche solo per una pizza sapendo che chi ti mantiene sono i tuoi genitori, e pensare che fra sei mesi, quando oramai avrò 26 anni, sarà passato un anno e mezzo senza cambiamenti, e infine sentire gente che dice : Eh si qui a Napoli è così!. Anche io frequenterei volentieri un LLM, magari a NY o in California ma informandomi ho scoperto che ci vogliono tanti soldini, per non parlare di viaggio fitto mantenimento quindi non è tanto facile quando non hai un € in tasca e nessun “finanziatore” dire: ok faccio le valige e me ne vado in America…! Sicuramente la fortuna aiuta gli audaci ma i soldi pure!
28 gennaio 2011 alle 09:17
ti ringrazio del tuo messaggio. Si hai ragione lasciare l’Italia senza un soldo non solo e’ difficile ma non e’ materialmente fattibile. Quando io ho lasciato l’Italia definitivamente avevo 28 anni, ed avevo risparmiato qualcosa oltreche’ aver venduto tutto quello che avevo prima di andarmene. Tutto. Volevo che il mio viaggio fosse di sola andata, nessun biglietto di ritorno e quindi non ho voluto tenere o mantenere nulla in Italia. Poi giunto in Canada ho lavorato e quello che guadagnavo lo investivo in ulteriori studi in legge per diventare quello che sono poi diventato. Si chiamano sacrifici. Quanti giovani in Italia dopo la laurea sono disposti a farne? io ne ho fatti ma per mettermi in condizione di arrivare dove sono ho messo qualcosa da parte, ho sacrificato searate a ballare o fine settimana a libri e scrivanie ed ho continuato ad investire su me stesso. Tu lavori fino all’una di notte con orari massacranti come tu dici e credo che ti devi chiedere se tutto questo ne valga la pena. Non sarebbe allora meglio andarsene in Inghilterra od in qualche altro paese europeo a frequentare un Master in legge e pagarti gli studi facendo qualche lavoro sul posto?? cosa difficile ma fattibile da cittadino europeo e credimi che gli sforzi ed i sacrifici ti ricompenseranno. Stare a casa con in genitori, fare un inutile tirocinio legale non retribuito per una professione in Italia ormai in piena crisi (parlo dell’avvocatura), secondo me non ne vale proprio la pena. Come ho scritto nella mia lettera, per andare all’estero ed avere successo bisogna essere preparati, avere motivazione ed idee da mettere in pratica. Se ti manca una sola di queste tre qualita’ rimani dove sei. Tuttavia non lo saprai mai finche’ non affronterai l’avventura e ti metterai in gioco.
31 gennaio 2011 alle 14:08
Caro Raffaele, mi permetto di darti del tu, in effetti io ti guardo con ammirazione, però non posso non dire che la risposta ricevuta mi è parsa un pò “scontata”,ovvia, ma apprezzo volentieri il modo diplomatico con il quale cerchi di edulcorare la situzione di noi praticanti e, con il quale cerchi di eprimere su un piano, diciamo “empirico” quello che per me potrebbe essere un sogno! Ovviamente la realtà è ben diversa, non bastanoun bel paio di palle (scusami per la terminoligia alquanto bucolica!)e motivazione per fare dei passi molto grandi come li hai fatti tu, almeno per me, almeno oggi! ovviamente non cerco risposte da te sarebbe banale anzi ti ringrazio perchè mi hai dato la possibilità di esprimere il mio pensiero e grazie ancora per i consigli! Ad Maiora, spero di incontrarti un giorno!
1 febbraio 2011 alle 09:01
Non ho cercato di attenuare con le mie parole la situazione del praticantato in Italia, che conosco, e che e’ penosa ed umiliante dopo tanti sacrifici e tanto studio. Non voglio soffermarmi su un tema che ritengo sia una perdita di tempo. Come ritengo sia una perdita del tuo tempo, degli anni investiti a studiare, prima al liceo poi all’universita’, se farai l’avvocato in Italia senza riuscire ad entrare in un grande Studio ben avviato e con grande turn-over (scusa l’inglesismo) economico. In pratica se non hai certi agganci e pur se sarai disposto ad ulteriore umiliazione non e’ detto che svolterai. La professione legale in Italia e’ in crisi totale ed e’ una professione svilita quasi di ogni valore etico. Ma questo tu gia’ lo sai, spero. Allora “fare il grande passo” non e’ solo una grande occasione ma diventa una scelta determinanete specie vivendo in una realta’ come la tua: Napoli ovvero una citta’ stretta tra criminalita’ e disoccupazione. Rileggi quello che ho scritto. Per lasciare l’Italia, oggi come oggi, basta poco. Bisogna avere molto piu’ coraggio a rimanere che a partire caro Domenico. La vita e’ una sola, i soldi per andarsene si trovano, credimi, la parte piu’ difficile e’ abbandonare le abitudini e consuetudini, la famiglia e gli amici. Tuttavia se sei cosi’ attaccato alla tua terra che la paura di lasciare tutto cio’ prende il sopravvento, allora rimani dove sei ma non ti lamentare perche’ le cose comunque non cambieranno. Se invece riesci a vedere piu’ in la’ del sogno, ovvero riesci ad idealizzare una realta’ allora parti e vederai che in ogni caso non te ne pentirai.
28 marzo 2011 alle 18:47
DOVEVO FARE LA PRATICA LEGALE
Sono arrivata qui per caso, in un attimo di sconforto.
Diversamente da lei, Raffaele, sono purtroppo sprovvista di idee, ossia un progetto di vita, di successo.. io proprio, per ora non lo vedo.
Ho 26, sono di Messina, laureata e praticante svogliata e non incentivata, io che l’avvocato non l’ho mai voluto fare.
Mi sono laureata nel 2009, ottobre, quindi con la possibilità di iniziare “giusta” la pratica e per pigrizia, paura o magari anche mancanza di obiettivi certi mi son “mollata”.. sei mesi di noia e di senso di inadeguatezza, io che ero sempre stata fra le migliori del mio corso.. e poi son partita, non senza chiudere il semestre. Barcelona, stage con minimo contributo, ma felicissima.. e son rientrata.. in tempo per chiudere un altro semestre. e ripartita, sempre Barcelona, contratto a termine, richiamata dal mio vecchio tutor.. poi un mese a cercar lavoro e confusione crescente.. torno? resto? ma a far che? con che prospettive? mia madre non rispondeva alle chiamate su Skype, mia sorella inviperita per le ripercussioni a casa.. senso di colpa perchè mio padre, morto prima della laurea triennale, sognava effettivamente di aver la figlia avvocatessa, anche se era stato lui a spingermi a partire durante l’università..e grazie a lui, malato terminale, ho vissuto sette bellissimi mesi a Londra e sei a Madrid..
sarò una vigliacca? ma così mi sento morire ogni giorno di più.. a che è servito viaggiare, sentirsi bene e libere fuori dalla mia piccola città se rimango qua fingendo che tutto vada bene e che mi piaccia ciò che faccio. Fra poco saranno due mesi dal mio ritorno, ho cambiato anche studio.. ma la sostanza è la stessa..
Devo decidere ed abbandonare tutto, capire le mie aspirazioni pur se mi sembrano sempre più nebulose ad ogni ragionata e razionale considerazione. Non voglio scappare, come mi dicono tutti, voglio solamente sentirmi meglio, bene.
31 marzo 2011 alle 09:11
Ciao Chiara, dalle tue parole non si capisce se ti preme piu’ lasciare la tua piccola realta’ in Italia per un’esperienza od una vita all’estero oppure non vuoi fare l’avvocato. Quando ero in Italia e studiavo legge, di una cosa ero certo ovvero che non avrei fatto l’avvocato ne’ a Roma ne’ in qualsiasi altro posto in Italia. Non era quello che volevo. Oggi penso che la mia scelta sia stata per un verso o per un altro, azzeccata. Tu dalla tua hai che hai 26 anni, sei ancora giovane ed e’ normale alla tua come tu stessa scrivi che le tue aspirazioni sembrano nebulose. Non pensare che cosi’ giovane si possa esattamente sapere cosa si vuole. Io credo che hai una grande voglia di sperimentare e sperimentarti, metterti alla prova. Dalle tue parole inoltre sembra che tu abbia vissuto un’ottima esperienza in Spagna, hai forse per la prima volta in vita tua, spiegato le ali. E allora forse e’ il caso di riprovare ma questa volta piu’ convinta. La famiglia e’ importante, gli affetti, gli amici e tutto il resto. Ma tu di vita ne hai una sola. Non la sprecare.
16 maggio 2011 alle 12:46
Caro Raffaele,
tra un mese dovrei essere a LA per un colloquio presso uno studio legale.
Mi farebbe piacere avere l’opportunità di conoscerti parlare di eventuali opportunità professionali.
Grazie
Fabio
16 maggio 2011 alle 12:48
Salve,
volevo chiederle se, per diventare avvocato in California esendolo già in Italia è sufficiente passare il Bar exam o è necessario avere un LLM o fare altro corso in California o USA in generale.
Grazie mille
Esse
16 maggio 2011 alle 20:07
Cara Esse, per diventare avvocato in California e’ necessario sostenere il Bar Exam ed il Multi-Professional Responsibility Exam. Il primo e’ amministrato dal California of Bar Examiners mentre il secondo e’ amministrato dal National Conference of Bar Examiners che ha sede a Chicago. Se tu sei avvocato in Italia puoi fare richiesta al California Bar di poter sostenere il Bar Exam dando prova della tua abilitazione in Italia. Tuttavia la prova e’ molto dura e se non hai mai studiato diritto statunitense e non hai una conoscenza ottima, soprattutto scritta, dell’inglese, ti consiglio di risparmiare tempo e denaro.
22 giugno 2011 alle 09:31
Salve, mi chiamo Fabio ho 33 anni e sono un avvocato. Ho letto con molto interesse la sua storia.
Vorrei davvero lavorare anche io negli Usa come avvocato italiano. Le lascio il mio indirizzo mail per contattarmi. La prego lo faccia! Anche un consiglio o un piccolo aiuto mi sarebbe davvero gradito. Ho davvero voglia di lasciare l’Italia ed emigrare negli States, tuttavia la mia laurea in legge mi rende difficile lavorare in altri paesi ed in particolare in quelli di common law. Il mio indirizzo email è il seguente gas456@libero.it.
La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.
18 luglio 2011 alle 22:20
un contatto diretto?
il nome dello studio italiano aperto a los angeles?
sarei interessato per affari
il mio contatto è cloverkiss@hotmail.it
grazie
21 agosto 2011 alle 23:55
A me viene da piangere.. questo paese, ha distrutto i sogni e le speranze di noi giovani: se non sei figlio, nipote, parente di, avanti non vai. Tuttavia, sarò anche presuntuosa, ma sono sprecata per una vita da precaria; quindi, credo che, appena laureata, lascerò l’ Italia: aspiro a qualcosa di meglio, del giochino “della segretaria tutto fare”, a covaccioni sotto la scrivania del capo. Che squallore! In verità, stavo pensando di continuare gli studi altrove, facendomi convalidare gli esami; trasferirmi, lavorare sul posto ecc ecc. Solo che, proprio l’ America… pensavo di restare comunque in Europa e, mi chiedevo se, lei potesse indirizzarmi; cioè consigliarmi siti, “punti” a cui rivolgermi, su quale paese puntare e, se secondo lei, questo passo, sarebbe più appropriato farlo ora o dopo la laurea. Io pensavo all’ abilitazione di avocado in Spagna (non ho nessuna intenzione, di farmi due inutili anni di tirocinio) e, convalidare il titolo altrove. La fortuna aiuta gli audaci, e ci sta, ma anche i soldi e su ciò, sono d’ accordo col ragazzo del post precedente. Tuttavia, è anche vero che, i giovani della mia generazione, sono pigri (una buona parte), abitudinari, legati alle comodità. La vita è fatta di scelte, sono quelle che determinano chi siamo: arriva un punto in cui, ci si ritrova di fronte ad un bivio e tener fede a se stessi, è l’ unica cosa che andrebbe fatta; sì, la vita è una sola, ma nulla è semplice. Io sono appena al secondo anno di giurisprudenza, ma sono troppo in gamba per marcire, sentirmi spenta e disillusa… quindi non nego che, è forte in me, la volontà di affermarmi e se l’ Italia non può offrirmelo, non esiterò a farlo altrove. A ragion di logica, lei, signore, dovrebbe avere circa 45, 46 anni, pochi anni in meno al mio papà; cosa si sentirebbe di dire, ad una ragazza con tanta voglia di sentirsi un giorno, realizzata e affermata professionalmente? Apprezzerei molto, qualche suo consiglio. Grazieeeeeeeeee
27 settembre 2011 alle 03:37
Cara E_W, prima di tutto non ho 45-46 anni ma una decina in meno e penso comunque di poterti dare qualche consiglio che se avrai la possibilita’ e fortuna di seguire potra’ davvero cambiarti la vita, e le prospettive di crescita umana e professionale. Termina gli studi in Italia, laureati in giurisprudenza nella tua universita’ e nella tua citta’. Non impiegare molto tempo a farlo, non cercare il 30 o 30 e lode per esame e non cercare di fare una tesi di 500 pagine. Se sei al secondo anno vedi di mettere sul tuo curriculum esami che ti potranno essere utili per quando andrai all’estero. Per la tesi fai lo stesso. L’importante e’ che non impieghi troppo tempo per la laurea. Una volta laureata vai a fare un LLM – Master of Laws all’estero. I migliori LLM in legge in Europa sono in Inghilterra. Il grande anzi grandissimo vantaggio come italiana e’ che sei cittadina europea ed il prezzo del LLM e’ lo stesso per cittadini europei ed inglesi ed inoltre hai la possibilita’ in Inghilterra di lavorare e studiare. Accetta qualsiasi lavoro durante l’LLM perche’ ti aiutera’ nelle spese che dovrai sostenere. A meno che non vuoi ripartire da zero, trasferirti in UK e ricomiciare la Law School direttamente sul posto. Una volta conseguito un LLM in Regno Unito avrai un titolo di studio italiano, una specializzazione in Inghilterra sempre in legge, e buona conoscenza dell’inglese oltre che idee molto piu’ chiare su cio’ che vorrai fare e soprattutto ti dara’ possibilita’ serie di una ricerca di lavoro in Inghilterra od in Europa. Io la Spagna la lascerei perdere, quella del riconoscimento della laurea in legge italiana in Spagna e’ percorsa da tanti e fare l’avvocato in Spagna non e’ remunerativo come in UK o in altri paesi europei.
12 ottobre 2011 alle 01:24
Ciao Raffaele,
Navigando su internet ho visto questo sito dal titolo che fa riflettere. Ho letto la storia del tuo percorso ed è veramente molto interessante.
Io sono una laureanda in giurisprudenza, pochi esami e poi laurea. All’inizio della mia carriera universitaria, se qualcuno mi avesse chiesto “rimani in Italia? o te ne vai?” avrei risposto al 100% “rimango in Italia”. Adesso non ne sono più tanto sicura. Il mio sogno era ed è quello di fare il magistrato, ma è l’Italia che mi è venuta proprio a noia, per tutto. Toglie le speranze, puoi avere un curriculum impeccabile ma “vincerà” sempre chi è parente di… Per cui, è da un pò di tempo che mi è nata la voglia di fare un’esperienza post-laurea proprio degli USA, magari a NY. Su internet ci sono molte informazioni su chi vuole conseguire un Master però nessuna informazione è chiara, un sito dice una cosa mentre un altro la smentisce. Quindi, mi chiedevo se potevi darmi delle informazioni.
Ti ringrazio anticipatamente per la tua disponibilità.
12 ottobre 2011 alle 03:25
Eleonora, fare l’avvocato in Italia oggi, anno 2011, e’ molto incerto, rischioso e soprattutto poco redditizio a meno che non si si riesca ad entrare in studi ben avviati e solidi ed in Italia tali studi sono pochi. L’avvocatura in Italia e’ morta anche perche’ la giustizia e’ troppo lenta ed incerta. Chi si puo’ permettere o ha la voglia di assumere un avvocato sapendo che la durata di un giudizio civile puo’ essere di 10 anni tra primo grado, appello e cassazione. Se vuoi fare un’esperienza americana il Master puo’ essere utile ma non ti garantisce l’entrata in uno Studio legale per un’esperienza di lavoro. Cmq sia se ti puoi permettere economicamente di fare un Master e’ buono perche’ e’ un titolo di studio, specie se fatto in USA, Inghilterra o Canada che ha del valore accademico. Come ho scritto in precedenza, i Master fatti in Italia non hanno nessuna validita’ a livello internazionale e penso pure poca valenza in Italia o in Europa. La tradizione master e’ dei paesi anglosassoni non di quelli europei. Punto, non voglio soffermarmi oltre. Tuttavia se il tuo desiderio e’ quello di diventare giurista di common law e lavorare all’estero allora devi fare assolutamente un Master o iscriverti nuovamente a giurisprudenza nel tuo paese di destinazione. Il costo dell’istruzione legale in USA ha dell’assurdo quindi ti consiglio, in casi non te lo potessi permettere, di guardare al Canada o anche all’Inghilterra dove hanno buoni programmi di master in legge e dove puoi lavorare e studiare come cittadina europea mentre stai studiando. Se inoltre sei ancora all’universita’ ed hai esami da sostenere vedi se puoi inserire nel tuo curriculum studiorum esami di diritto comune o diritto costizionale inglese o americano. Tutto cio’ potra’ esserti molto utile un giorno. Buona fortuna.
26 ottobre 2011 alle 22:03
Innanzitutto grazie mille della risposta e sopratutto della disponibilità.
Degli esami di diritto comune inglese li ho sostenuti e adesso sto frequentando una materia d’esame in inglese. Questo perchè sapevo che magari ne avrei tratto vantaggio per un futuro.
L’unica cosa è che riniziare tutto dall’inizio è davvero faticoso da pensare, però come si dice? “Hai voluto la bicicletta? E allora devi pedalare”. Quindi la mia domanda era proprio se un Master conseguito in una buona facoltà americana potesse aprirmi delle porte. Ma a questo hai già risposto.
Se hai ancora delle informazioni, te ne sarei davvero grata.
28 ottobre 2011 alle 17:37
Caro Raffaele,
bellissima storia la Tua!
Io ho 30 anni e sono avvocato in Italia da due; mi interesserebbe portare la mia piccola esperienza di diritto italiano negli U.S.A. (anche come consulente) e lavorare come esperto di diritto italiano. Questa fetta di mercato esiste??
Ti sarò grato se mi rispondi.
28 ottobre 2011 alle 19:33
ok
28 ottobre 2011 alle 21:29
Caro Avv. Anto e per tuti quelli che mi hanno chiesto in precedenza rispondo quanto segue: gli studi legali americani non hanno necessita’ di avvocati di diritto italiano, forse forse a New York ma dubito fortemente che uno studio americano avesse per prima cosa tutta questa esigenza di assumere avvocati italiani dall’ Italia quando ne puo’ trovare qui negli States che siano avvocati o laureati in legge in Italia e soprattutto abilitati negli Stati Uniti e precisamente nello stato in cui lo studio sia ubicato. Solo alcuni studi legali di diritto internazionale possono impiegare avvocati o laureati in diritto italiano ma e’ solo un’esigenza sporadica e saltuaria. Il sottosrritto ad esempio e’ laurato in legge in Italia ma e’ un avvocato americano abilitato in California e Louisiana e forse proprio questa peculiarita’ mi pone in una posizione di unicita’ nel panorama forense americano.
Cordiali saluti
14 novembre 2011 alle 21:28
Ciao Raffaele,
sto per laurearmi in Legge a Napoli in Diritto Commerciale. A settembre ho intenzione di frquentare l’ALM alla Columbia NY, per prendere il TOEFL. Ho una passione per il diritto internazionale, Unione Europea … in particolar modo mi affascina molto la parte sulla concorrenza. La mia aspirazione è sempre stata quella di conseguire un LLM in diritto internazionale, possibilmente negli USA. Ma spulciando un po’ le varie universita’ …. mi sono resa conto che l’ammissione è molto dura, Poi contemporaneamente al master è possibile frequentare anke la Law school ( di due anni, se hai gia’ una laurea, almeno credo) per conseguire il titolo in America e poi provare l’esame in uno stato? grazie, aspetto con ansia una tua risposta.
15 novembre 2011 alle 00:22
Non capisco la sua domanda e non capisco perche’ non abbia messo il suo nome. Infine non ho messo questo articolo per fare servizio informazioni ma per dare il mio contributo sulla mia esperienza di italiano che vive all’estero. Quindi sono apprezzati i commenti su questo articolo. Per informazioni piu’ dirette potete scrivermi direttamente a enanke@gmail.com
2 gennaio 2012 alle 02:30
ciao raffaele
ho letto la tua storia e sono proprio sbalordito dal tuo percorso professionale negli usa;ho 41 anni anche io sono avvocato ma per vivere ho dovuto fare concorsi pubblici a non finire e adesso lavoro in polizia municipale a roma, ma sogno sempre l’america;in particolare adoro los angeles dove sono stato 4 anni fa con il viaggio di avventure nel mondo;mi piacerebbe lavorare là ma non so con quali possibilità.non ho ben capito se con l’abilitazione forense in italia puoi fare l’avvocato in california senza laurearti in legge negli stati uniti;come fai a conoscere il diritto americano?serve una school law o master in usa?con quali costi?come si svolge poi l’esame di avvocato?in alternativa quali permessi occorrono per aprire una attività commerciale a los angeles investendo un piccolo capitale?ho sentito occorre un visto come investitore, ma quanto occorre investire?
grazie.
5 gennaio 2012 alle 21:27
Giulio,
quante domande? se sei abilitato come avvocato in Italia la California ti permette di sostenere l’esame da avvocato. Per quanto concerne la preparazione e lo studio del diritto americano, sta a te. Non hai bisogno di una laurea in legge americana se provi di essere avvocato in Italia. Tuttavia, come ho spiegato in passato, leggi sopra, pensare di sostenere il Bar Exam della California od in qualunque altro stato americano senza una seria preparazione giuridica di Common Law americano ed una piu’ che ottima padronanza dell’inglese e’ cosa folle e molto dispendiosa. Come ho gia’ scritto, il mio percorso risale agli anni Novanta quando iscritto all’Universita’ di Roma decisi di inserire nel mio curriculum studiorum corsi ed esami di diritto anglo-sassone che all’epoca erano offerti tra le facolta’ di giurisprudenza e di scienze politiche a La Sapienza di Roma. Questo mi aiuto’ a capire il sistema di common law. Tuttavia per poter sostenere e superare gli esami di abilitazione prima in Louisiana e poi in California ho dovuto fare dei corsi universitari qui in USA e soprattutto studiare sodo per circa 3 anni tra l’ammissione alla Louisiana ed al California Bar. Non dico sia impossibile ma di sicuro e’ molto difficile e per niente economico, specie per un giurista civilista che non e’ mai stato esposto alla common law. Nel tuo caso specifico Giulio, hai un posto “sicuro” che di certo non ti fara’ arricchire ma ti dara’ stabilita’ (se questo e’ quello che cerchi). Ed onestamente ricominciare e reinventarsi una professione legale a 41 anni in USA non e’ cosa che ti consiglierei. Pensare di voler fare l’investitore o imprenditore qui a L.A., se hai la disponibilita’ economica e’ invece cosa del tutto diversa e magari hai la maturita’ e l’esperienza necessarie su quello che vorrai fare.
Cordialmente,
31 gennaio 2012 alle 14:11
salve,la sua storia e’a dir poco da ammirare e considerare,io ho un buon cervello,parlo inglese benissimo,sono un ragazzo di 24 anni fuori dal comune(no discoteche ma libri),diplomato con 100/100,però purtroppo non ho potuto continuare e ora lavoro come cameriere nel centro di Roma e devo mantenere la mia famiglia perchè mio padre non c è più,detto ciò volevo solo esprimerle educatamente il mio pensiero:Nella vita oggi ci vuole molto più della cultura personale,ci vuole fortuna e possibilità,soprattutto possibilità che milioni di ragazzi come me nel mondo non hanno nonostante la grande intelligenza e la voglia di fare,io rinuncio a tutto quanto mi è possibile per vedere la mia sorellina sorridere quando torno stanco a casa dal mio lavoro,concludendo volevo comunque dirle che ammiro la sua storia ma purtroppo per arrivare a tanto ci vuole fortuna e tanti ma tanti,tanti soldi. la ringrazio e le porgo i miei saluti.
4 febbraio 2012 alle 15:44
Gentile Raffaele, le tue opinioni e risposte hanno catturato il mio interesse e convinto a segnare un post con alcune domande che spero troveranno risposta.
Ho appena compiuto 36 anni, ho tre figli e mio marito è californiano doc. Sono avvocato da quando ne avevo 23 di anni ed ho lavorato con soddisfazioni economiche e soprattutto personali fino a due anni fa (arrivo del terzogenito).
Mi piacerebbe avere la tua opinione circa un mio inserimento nel mondo dell’avvocatura californiana. Abbiamo appena deciso di trasferirci in Santa Barbara nel giro dei prossimi due anni. Posso già studiare e preparare il bar exam dall’Italia (studiare è la mia passione e la lingua non dovrebbe essere ormai un problema)?
Hai qualche contatto da fornirmi.
Ti ringrazio anticipatamente.
14 febbraio 2012 alle 01:46
Cara Giovanna, come ho scritto in precedenza se non si e’ stati esposti al diritto di common law e non si ha un’ottima padronanza della lingua inglese, soprattutto scritta, diventa molto molto arduo superare l’esame di abilitazione alla professione foresne in California. Se non quasi impossibile per un giurista civilista che non ha mai studiato diritto comune. Leggiti le mie risposte ai posts precedenti e capirai quello che intendo. Inoltre nel tuo caso pratico mi chiedo come farai a trovare il tempo per studiare con 3 figli da accudire…poi spiegami come fai a “preparare il bar exam dall’Italia”??!!
17 febbraio 2012 alle 00:01
Raffaele,
Ho letto la sua storia e sono piena d’ammirazione.
Sono una laureanda in Giurisprudenza, sto scrivendo una tesi in diritti umani e sono interessata ad una carriera accademica o internazionale.
Ho vissuto e studiato per un anno a Parigi, dopo di chè ho svolto uno stage in Tribunale qui in Italia: nonostante non avessi mai pensato all’avvocatura in Italia, dopo quell’esperienza mi è stato più chiaro che quella non è la mia strada e che il diritto internazionale era ciò a cui volevo dedicarmi.
Il mio ragazzo vive a Montreal, fa un dottorato e, nonostante il suo ambito di ricerca sia molto diverso dal mio(ingegneria), mi ha fatto scoprire quanto in Canada, sia apprezzata e sostenuta la ricerca. Un altro mondo ripetto all’Italia, in cui l’Università è diventata una sorta di ammortizzatore sociale.
Nello scorso ottobre sono stata in a Montreal e ho visitato la McGill University raccogliendo qualche informazione per un eventuale LLM a cui pensavo da tempo. Nonostante il mio professore di tesi mi sconsigli caldamente di fare “master che non portano a nulla” e mi abbia detto che dovrei semplicemente fare la pratica, imparare l’arte e metterla da parte, ho deciso che dopo la laurea farò qualche applications, ovviamente non solo in Canada.
Inutile dire tuttavia che dopo esser stata a Montreal il mio sogno sarebbe quello di tornarci.
So che non potrei in ogni caso fare l’esame del Bar, nonostante LLM, visto che in Canada ci vuole la Law School(o equivalenti integrazioni d’esami) per accedervi. Mi chiedevo se ci fossero degli sbocchi professionali per chi detiene un LLM canadese, oltre naturalmente alla possibilità di continuare il -lungo ed incerto- percorso accademico.So della possibilità di autofinanziarsi almeno in parte gli studi lavorando nel campus dell’università o comunque di ottenere dei permessi per lavorare part time fuori. Non temo i sacrifici, render sacre le mie energie per qualcosa che amo non può che stimolarmi. Ma mi chiedo quanto sia possibile, attuabile…soprattutto davanti a molti che mi dicono che farei meglio a starmene qui, nei consueti binari.
Insomma, il motivo per cui le scrivo è che ho letto del suo LLM a Montreal, che sta diventando una sorta di chimera per me, e cerco qualche informazione.
Spero di non essere troppo indiscreta nel chiederle dove ha frequentato il suo LLM. Com’è stata la sua esperienza canadese? Ha ricevuto qualche borsa di studio per sostenere le spese sel suo programma di studio?
1 marzo 2012 alle 01:53
Gentile Raffaele,ho letto la tua storia e sono molto felice per te.Io ho avuto la fortuna di partire in estate 2011 e vivere 2 mesi a Londra facendo l’esperienza più bella della mia vita……purtroppo però le cose da quando sono tornato non si stanno mettendo per il verso giusto.Ho 26 anni(ad Agosto 2012 saranno 27)laureato in scienze giuridiche e finirò la Laurea magistrale in Giurisprudenza a Dicembre 2012.Sembrerò un pazzo di questi tempi ma ricevendo un proposta di lavoro a tempo indeterminato con retribuzione dai 1000 a 1200 al mese,sto litigando quasi ogni giorno con tutta la mia famiglia a causa della mia voglia matta di lasciare l’Italia.Vedi io fin da piccolo ho avuto il sogno di vivere in America,ho frequentato tantissimi corsi d’Inglese e studiato privatamente tutta la common law(materia per la quale vado matto!!!)ora però sono in crisi con me stesso,cosa fare?accettare il lavoro laurearmi e sperare di fare carriera in Italia,svegliandomi però ogni mattina infelice del mio lavoro e della mia vita aspettando con ansia la pensione o continuare a racimolare qualche soldo insegnando proprio l’inglese e ripartire appena laureato visto che a Londra anche con un lavoro umile(addetto pulizie)ero felice?Tu cosa faresti?cosa mi consigli
Grazie.
2 marzo 2012 alle 03:51
GCN: La McGill e’ un’ottima universita’, specie per le facolta’ di legge e medicina. Tra l’altro la McGill ha un Master specifico in diritto aerospaziale e di certo un LLM di quel tipo puo’ portare sbocchi in diversi ambienti o societa’ internazionali. Un LLM canadese tuttavia non e’ sufficiente per fare l’avvocato in Canada ma potrebbe forse valere in qualche altra giurisdizione di Common Law. Sono certo che un LLM specifico e non generico svolto in qualche universita’ americana o canadese porti da qualche parte. I master italiani non valgono nulla a livello internazionale. Fidati. L’LLM e’ soprattutto importante se vuoi intraprendere una carriera accademica, un PhD lo e’ ancora di piu’. Se fossi in te opterei per l’LLM e Montreal e’ una citta’ interessante ed internazionale. Auguri.
2 marzo 2012 alle 03:59
Rem: non mi pare che tu voglia fare l’avvocato ma che tu voglia piu’ che altro scappare dall’Italia…e ti capisco non c’e’ dubbio ma prima di partire deve avere delle basi ovvero una laurea e qualche risparmio per le spese di ambientamento per dove vorrai trasferirti. Come ho scritto nel mio articolo…per lasciare l’Italia basta veramente poco perche’ molti altri paesi al mondo offrono molto di piu’ ai giovani rispetto a cio’ che offre loro l’Italia. 1.200 euro non mi sembra affatto una somma cosi allettante da farti rinunciare a vivere la tua vita e soprattutto la tua voglia di confrontarti e conoscerti. Io non sapevo di che pasta fossi fino a quando non sono andato a vivere e lavorare in Canada. Penso che tu debba prendere la laurea in Italia prima e poi focalizzarti su quello che vorrai fare all’estero. Partire con le idee chiare sin dall’inizio fa risparmiare parecchio tempo, soldi ed e’ un buon inizio per avere successo.
Aguri anche a te.
12 marzo 2012 alle 16:19
Ho letto la tua storia, io sono in una situazione opposta. Sono già qui in America e faccio addirittura due internships perchè ho delle buone qualifiche ma non riesco a trovare un lavoro pagato perchè non ho il visto nonostante parli 5 lingue e abbia un master in relazioni internazionali conseguito in Turchia, sembra che il mercato in questo ambito sia sovraccarico…
ho da soli 3 anni iniziato a interessarmi ai diritti dei rifugiati e delle minoranze (si, lo so, suona un pò vago). Ho fatto domanda per entrare in diverse law school per studiare diritto internazionel ma io, al contrario, in America non ci vorrei vivere perchè sono 4 anni che manco dall’italia,trascorsi in Turchia, e qui non riesco ad adattarmi. Mi chiedevo se e quanto dopo aver frequentato la law school si possa poi applicare gli studi in un altro contesto, in Italia ad esempio,e se in questo caso valesse la pena spendere più di 100.000 euro per l’educazione e per una professione che mi sembra in Italia non esista….mi piacerebbe solo avere un pensiero, visto che non riesco a spiegare questa realtà a nessuno di amici e parenti in Italia e, ogni tanto si ha bisogno di un consiglio.
25 marzo 2012 alle 03:28
Sinceramente un Master fatto in Turchia non so proprio dove ti possa portare, specie qui in America. I Master, specie quelli in legge, sono una tradizione accademica anglo-sassone in particolare americana ed inglese. Io personalmente non ritengo di alcun valore i Master in legge fatti al di fuori degli States o dell’Inghilterra. Non so per le relazioni internazionali ma ho forti dubbi che quello fatto in Turchia abbia grande riconoscimento accademico a livello internazionale. Frequentare una law school americana, che ha dei costi molto piu’ elevati rispetto ad altre nazioni, per non parlare dell’Italia, e non perseguire la carriera legale tradizionale mi sembra un po’ una perdita di tempo e di denaro. Se non vuoi fare l’avvocato allora non fare la law school ma fai piuttosto qualche specializzazione post-laurea che ti possa essere d’aiuto nella carriera che vorrai intraprendere. Buona fortuna.
26 marzo 2012 alle 15:41
Salve Raffaele. Ho gradito molto che tu mi abbia risposto. Stabilito che ho una padronanza perfetta della lingua inglese, con accento californiano perdipiù,visto che i miei figli lo parlano quotidianamente tra di loro e con mio marito; stabilito che sono stata ripetutamente esposta al diritto di common law, stabilito che il tempo per studiare lo trovo senza problemi, visto che i figli sono a scuola fino al pomeriggio ed ho i nonni, torno alla mia domanda originale: cosa posso fare da qui oltreoceano per prepararmi al meglio per il bar exam? Ci sono siti, libri o quant’altro che posso iniziare a leggere o è preferibile che tutto venga rimandato al mio arrivo in california? Grazie ancora per la tua disponibilità e per i servizi davvero utili che dai.
31 marzo 2012 alle 08:56
Ha avuto ragione Raffaele ad andare via dall’Italia, perché la professione forense qui in é diventata impossibile, sia per la lentezza della giustizia, sia per il monopolio di grandi studio legali, mentre noi piccoli siamo costretti ad accxontentarci delle briciole da loro lasciate perchè poco redditizie e troppo faticose.
E’ una professione che ha perso le motivazioni etiche e sociali che la supportavano e quindi diventata un lavoro come un altro, anzi peggio degli altri perché privo di qualsivoglia garanzia e tutela con responsabilità ed obblighi previdenziali, contributivi e di legge enormi-
Ma se decidessi di andare via, mi prenderesti nel tuo studio in California?
La motivazione e la caparbietà c’é
La mia e-mail é lcalvano@libero.it
5 aprile 2012 alle 03:15
Non voglio scrivere altri commenti ma sei stato un grande!!!!
Questo e il mio sogno e spero che si realizzare pero ancora troppo giovane ad affrontare un mondo cosi sconosciuto….
scusami per il tempo rubato….consigli?
12 aprile 2012 alle 17:56
Volevo semplicemente ringraziarla per aver raccontato la sua storia e per essere stato così disponibile e paziente con quanti chiedevano informazioni.
Non sa quanto importanti siano le sue parole per me sotto il profilo motivazionale.
Proprio in questo periodo mi pongo le stesse domande che lei si è fatto dieci anni fa e che l’hanno portata dov’è ora.
Sono un giovane (neanche giovanissimo ..33 anni) avvocato abilitato alla professione da circa tre anni.
Inutile soffermarmi sugli aspetti deprimenti del mercato italiano ormai saturo e sulle ambizioni frustrate. Questo già si sà.
Ad ogni modo, a fatica ho trovato una mia dimensione, seppur modesta, in un piccolo studio.
Pensando di aver già scritto la parola fine sulla mia storia umana e professionale, mi trovo oggi insoddisfatto e rattristato.
Ho capito che quello che ho non mi basta. Ho capito che voglio di più!
Voglio vivere la vita al 100% cercando di cogliere tutte le occasioni possibili per imparare, crescere, ed essere felice.
Oggi preparavo i documenti per il passaporto.
Non so ancora dove andrò. Il sogno sarebbero gli USA ma mi spaventano i costi del JD, senza considerare i termini per le applications delle LL.M.
Pensavo di poter dedicare una prima fase all’appredimento dell’inglese (per ora non sufficiente a seguire un master all’estero)cercando un lavoro per mantenermi. Mi rendo conto ora che questa strada non sarà possibile negli USA per via dei visti di lavoro rilasciati esclusivamente per progetti specifici.
In ogni caso a settembre partirò. Se non per gli USA per l’Inghilterra, soluzione decisamente più economica e facilmente realizzabile.
Avrei però una domanda da farle.
Vorrei chiederle se, in base alla sua esperienza, ritiene che il Canada possa essere una valida alternativa agli USA per il mio progetto. Preziosa sarebbe una sua opinione in merito?
La ringrazio ancora per il suo racconto.
Con stima
Luca
30 aprile 2012 alle 01:06
Ciao Raffaele, sono una collega italiana
ho dei parenti che vivono da anni in California, in Arizona e alle Hawaii ed è da un bel pò che sto progettando di fare un salto per vedere come sono le cose li. Ho 35 anni, ho il mio studio e un curriculum molto vario…ma in Italia non mi ci trovo proprio. Ho un livello di inglese molto alto, posso chiederti consiglio su come e dove studiare bene il diritto americano qui in Italia? Dovrei poi scegliere uno Stato e sostenere il BAR per quello Stato e comunque frequentare obbligatoriamente un Master of laws, oppure in California non è necessario? se venissi con un visto turistico, per sostenere il BAR dovrei comunque aver trovato già un lavoretto e aver ottenuto la VISA?
Grazie dei consigli
Manuela
9 maggio 2012 alle 08:46
Manuela DL. Non ho proprio idea dove tu possa studiare il “diritto americano” in Italia. Quando io studiavo a Roma c’erano dei corsi di diritto americano ed inglese alle Facolta’ di giurisprudenza e scienze politiche della Sapienza. Ora non saprei proprio cosa dirti. Ma non credo ci sia nulla di veramente approfondito. Devi venire in USA per farlo con i costi che questo comporta. Per quanto riguarda la possibilita’ di sostenre il Bar Exam, ogni stato regola l’accesso alla professione legale. Devi vedere direttamente nello stato di tuo interesse. Ti dico cmq che se non hai mai studiato il common law e non hai eccellente padronanza dell’inglese superare il bar exam e’ impresa molto ardua per un giurista di diritto romanistico.
11 maggio 2012 alle 19:11
Ciao sono una giovane studentessa laureata in giurisprudenza, pensi potrei lavorare anche io negli USA?? o potresti darmi dei consigli su come fare?
grazie
18 maggio 2012 alle 12:05
Raffaele, non voglio porti domande (magari lo farò mandandoti un messaggio privato e, se potrai, mi risponderai), voglio solo dirti che ti ammiro e posso solo immaginare la gratificazione che ti hanno regalato le tue esperienze. Il tuo realismo, la tua forza e la tua determinazione mi hanno notevolmente colpito. Sono caratteristiche a me familiari e, anche se sono spaventata e senza guida, spero saranno utili e fruttifere anche per me.
21 maggio 2012 alle 14:21
Carissimo Raffaele… sono un’Avvocatessa di 35 anni, stanca dell’Italia e stanca di fare l’avvocatessa. Sto preparando le mie applications per fare un LLm presso l’Universita’ di Cambridge (UK)… ho un buon curriculum internazionale; sono stata di recente a parlare personalmente con alcuni Professori di questo prestigioso Ateneo che, incredibile ma vero, sono persone preparate,umili e semplici non spocchiose ed ignoranti come i baroni universitari italiani. Ho chiesto consiglio a loro e mi hanno detto che ho buoni requisiti per essere accettata e frequentare il loro LLm anno accademico 2013/2014. Bene…. qui viene il bello…. io vorrei intraprendere la carriera accademica… non ho piu’ intenzione di fare l’Avvocato…. secondo Te, ci sono opportunita’ di fare un Dottorato di ricerca Americano (di solito durano 5 anni) negli USA avendo pero’ un LLm Uk? Oppure potrei tentare di fare un Dottorato di ricerca della durata di 3 anni qui a Cambridge? dopo, ovviamente, avere in tasca il loro LLM.
So, per certo che i Dottorati di ricerca USA in legge, sono pochi e rari… ahime’… non e’ una materia scientifica (tipo medicina, biologia, matematica)… Cambridge pero’ e’ gemellata con Harvard… tanto per sognare!
Grazie, Linda
25 maggio 2012 alle 08:08
Cara Linda, di certo Cambridge e’ un ottimo ateneo e l’LLM che rilascia ha validita’ e prestigio a livello internazionale e non e’ da meno di LLM presi ad Harvard o Yale. Anzi ti diro’ che la carriera accademica nel campo legale puo’ portare molte soddisfazioni personali e professionali specie se ti piace insegnare e/o fare ricerca nell’ambito del diritto. Io, poco tempo fa, ho tenuto un convegno presso l’Ordine degli avvocati di una grande citta’ italiana ed e’ stata un’esperienza che mi ha gratificato molto e che penso di ripetere in futuro. Tuttavia, tornando alla tua domanda, non sono sicuro se un LLM fatto in Inghilterra ti possa poi dare le possibilita’ per un PhD in legge qui in America ma presumo di si e tutto dipende dal tipo di area legale da te eventualmente prescelta per il PhD e considerato che il diritto americano e’ in continua evoluzione sia in ambito statale che federale penso proprio che sia possibile oltre al fatto che provenire da Cambridge sara’ un ottimo biglietto da visita.
25 maggio 2012 alle 08:17
UNA BREVE NOTA PER TUTTI COLORO CHE MI SCRIVONO SU QUESTO FORUM O IN PRIVATO CHIEDENDOMI DI OFFRIRE LORO UN LAVORO VI PREGO DI LEGGERE LE RISPOSTE DA ME PRECEDENTEMENTE FORNITE A VS. COLLEGHI. RIBADISCO CHE PER TUTTI COLORO CHE SONO LAUREATI IN LEGGE O AVVOCATI IN ITALIA E NON SONO ABILITATI IN USA COME AVVOCATI E NON ABBIANO IL PERMESSO DI LAVORO NON AVRANNO OPPORTUNITA’ DI LAVORO CON NESSUNO STUDIO LEGALE QUI IN AMERICA. UNO STUDIO LEGALE AMERICANO SERIO NON ASSUME PERSONALE CHE E’ INUTILIZZABILE. PER NON PARLARE DI COLORO CHE SCRIVONO CHE ANCORA NON HANNO PADRONANZA DELLA LINGUA INGLESE….NO COMMENT
PER TUTTI COLORO CHE FANNO DOMANDE GENERICHE SU MASTER IN LEGGE IN USA O SU COME POTER DIVENTARE AVVOCATO E/O LAVORARE LEGALMENTE IN USA SI POSSONO TROVARE COPIOSE INFORMAZIONI SU INTERNET.
25 maggio 2012 alle 10:24
@ Raffaele : Grazie di cuore! Tentero’ di entrare a fare o LLm a Cambridge o il MCL a Cambridge. Quest’ultimo piu’ specifico e “tosto”, ultraspecializzato in Diritto Commerciale e Societario Internazionale sia inglese sia americano. Per quest’ultimo, la selezione e’ durissima perche’ i posti sono solo 30 all’anno e provengono alunni e avvocati da tutto il mondo ed e’ una completa NOVITA’. Il Primo MCL (Master Corporate Law) partira’ per la prima volta a Settembre 2012…. percui…. ma io non mi arrendo! MAI! Ti ringrazio Raffaele, ti scrivero’ nei prossimi mesi, per informarti di tutto. See you later! Linda
1 giugno 2012 alle 19:41
Raffaele..in effetti sei un grande!..hai fatto ciò che ho immaginato nella mia testa anni fà quando decisi di partire dal sud italia e trasferirmi a Roma per studiare legge…non avevo un cent.. eppure la voglia di vivere la mia vita era più forte delle mie incertezze…mi sono trovato un lavoro in uno studio legale al pari di una segretaria e adesso da laureato mi guardo intorno e non vedo niente di niente…il buono è che non mi aspettavo nulla sin dall’inizio quindi non sono affatto deluso del punto in cui mi trovo adesso…6 anni in uno studio legale mi hanno fatto capire che l’Avvocato in Italia non è affatto quello che vorrei fare nella mia vita…continuo a cercare Master economicamente fattibili e non ho grandi capitali messi da parte in questi anni…anzi ben poca cosa considerati i costi dei master in USA…ma chissà perchè non ho affatto paura…non ne avevo a 20 quando sono partito senza un cent per venire qui a Roma, non ne ho adesso a 28 …so solo che da questa città mi dovrò presto separare..non so come e a quali condizioni, ma vi farò sapere presto
fatemi un in bocca al lupo..
12 luglio 2012 alle 03:51
Ciao a tutti,
sono Francesco ho 23 anni e frequento il Quinto anno di Giurisprudenza.
Coltivo il sogno di trasferirmi negli states fin da bambino,sono andato a studiare inglese praticamente ogni estate in diversi college americani,lo scorso aprile ho partecipato al Model United Nations a New York e ho deciso di sbrigarmi, se tutto va bene finirò i miei studi con un paio di sessioni d anticipo e potro’ fare il grande salto.
Ora mi trovo a los angeles per farmi un’idea della west coast, sperando di trovare la persona, la storia, il libro, il racconto giusto per continuare a credere in questo sogno.
In bocca al lupo a tutti
30 ottobre 2012 alle 23:38
Complimenti Raffaele..leggo solo ora la tua storia, mi ha colpito molto..hai fatto molto bene ad andare negli USA…sono un dottorando di ricerca in diritto privato, vorrei fare un periodo di ricerca come visiting scholar in una università americana perchè credo sia un’esperienza molto interessante…cosa ne pensi? potrebbe essere una buona idea? E’ fattibile dal punto di vista burocratico?
Ti ringrazio per la risposta
31 ottobre 2012 alle 18:09
Caro Franco, fare un periodo di ricerca in un’universita’ americana e’ sempre positivo. Il mio consiglio e’ di scegliere pero’ una delle migliori universita’ per la ricerca tipo Harvard, Yale, Stanford ecc. altrimenti non so quanto sia formativo per la tua carriera. Tuttavia per essere accettato come Visiting Scholar hai bisogno di avere un ottimo CV e ottime referenze.
27 novembre 2012 alle 22:46
Salve Raffaele,
sono circa un anno e mezzo che vivo negli USA, precisamente a Miami. Il mio obiettivo e’ quello di conseguire un LLM presso l’universita’ di Miami consapevole dell’enorme costo e difficolta’ che questo comporta. Indubbiamente l’universita’ e’ di prestigio ed ha un buon programma di diritto internazionale. Quello che Le domado e’ quale sia la reale portata di questo tipo di master e che valenza possa avere in termini di un futuro impiego qui in Florida. Comprendo che i fattori da considerare sono molteplici, quali ad esempio l’esperienza lavorativa, la conoscenza della lingua e competenze tecniche in materia giuridica. Premetto che ho 30, con una breve esperienza come praticante in Italia. Lei crede che al giorno d’oggi valga la pena sostenere questo tipo di investimento qui sul suolo americano con l’intenzione di lavorare stabilmente nel settore legale.
Grazie
28 novembre 2012 alle 01:11
Raffaele, sono uno studente di Giurisprudenza e sono in procinto di laurearmi, ho una conoscenza scolastica dell’inglese e non ho alcuna esperienza lavorativa importante; già da molto tempo ho maturato il desiderio di trasferirmi negli Stati Uniti, ma purtroppo non so bene come potrei sfruttare la mia futura laurea anche perchè non ho alcuna conoscenza oltre oceano. Anche se sono consapevole non centri col percorso giuridico, ti scrivo chiedendoti cortesemente di poter avere delle informazioni su quali prospettive di lavoro potrebbero esserci negli USA indirizzandosi verso impieghi in imprese multinazionali o comunque in ambito imprenditoriale (mi piacerebbe settore di vendita, es.immobiliare).
Desidererei che mi potessi dare qualche consiglio su come muovermi; sperando che mi contatti, la mia mail è: m.c.7@hotmail.it
Ti ringrazio e complimenti per la tua brillante carriera, sei un esempio per noi più giovani…ciao!
6 aprile 2013 alle 16:24
Ciao Raffaele volevo chiederti una cosa…
Dato che il mio ragazzo, ha il fratello che vive in California, perche sposatosi li, e quindi vorrebbe trasferirsi li per lavoro, io mi sto laureando in giurisprudenza in Italia, non vorrei buttare tutto via al vento e lasciare i miei studi allora li, una volta laureata cosa dovrei fare??
io sn diplomata in lingue e parlo abbastanza bene l’inglese, lo spagnolo e il francese.
Per favore spiegami un po….
17 maggio 2013 alle 11:28
Caro Raffaele, complimenti per l’argomento trattato.
Sono un laureato in giurisprudenza e sono stato ammesso alla Fordham University a new york per un LLM che partirà ad agosto di quest’anno.
Il mio desiderio sarebbe ovviamente di studiare e cercare di gettare le basi per una permanenza negli States (lavorativa mente parlando).
Dici che è solo un sogno?Io in Italia vorrei non tornare, come tutte le persone che, partite per motivi di studio, non hanno più fatto ritorno nel nostro paese.
Grazie
Ermanno