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Articoli pubblicati nel mese di settembre 2010
Massimo scappato dall’Italia per poter vivere la propria omosessualitá senza troppe paranoie
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30 settembre 2010 |
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Sono un ragazzo di 32 anni e da 5 anni abito in Germania a Monaco. Noi italiani tendiamo a criticare i tedeschi, invece più che criticarli avremmo molto da imparare, in particolar modo per quanto riguarda l’omosessualità. Essere omosessuali in una grande città della Germania è la cosa più normale che ci sia. In Italia mi sentivo soffocare, non riuscivo a trovare il mio equilibrio. L’immagine mediatica italiana di gay è quella di una donna mancata e non mi potevo identificare con questo prototipo, ma neanche con i miei amici etero e quindi non riuscivo a trovare una collocazione nella società. Ho passato periodi di grande crisi, un buon aiuto per l’accettazione di me stesso e per trovare l’energia per scappare all’estero mi é stato dato da una brava psicologa cattolica. I 27 anni trascorsi in Italia non si possono cancellare, ciò che avrei voluto fare quando sono arrivato a Monaco, ora invece ho maturato una nuova teoria: conoscere culture diverse permette di aprire i propri orizzonti e di fare propri solo gli aspetti che meglio si abbinano alla propria personalità. Nella città in cui vivo vedo ogni giorno uomini che si baciano che si scambiano tenerezze per strada questi comportamenti all’inizio scandalizzavano anche me ora invece non mi disturbano più in quanto ho capito che non sono fatti per esibizionismo sono gesti d affetto come tra un uomo e una donna.
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La storia di Salvatore, da Bilbao – Un giro ciclico per l’Europa (che ancora non è finito)
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30 settembre 2010 |
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Ciao a tutti, sono Salvatore un ragazzo di 34 anni, si puo ancora essere definiti tali con questa età spero, che vive a Bilbao, autentico posto di frontiere nella frontiera. Così mi definisco pure io, un frontiera, sempre sono andato oltre il mio confine fin da piccolo, nel mio piccolo paesello delle langhe soffrivo gli interminabili sabati sera nella gelida piazza; così la mia scuadra di calcio stava a 10 km, la mia prima ragazza a 35km, il mio primo alloggio affitatto a Torino (90km). Perche? Non lo mai saputo, mi piace pure la mia terra e avevo pure un bel lavoro nel settore vinicolo, però, però l’Europa mi e ci ha assorbito (piu agli italiani in genere che altri), così che il mio primo gruppo di amici, gente come me, me lo sono fatto in giro per l’Europa: Londra, Amsterdam, Barcellona, Valencia, Berlino, Cadiz, Tenerife, etc… L’Europa un grande stato dove tutti sono curiosi di te e tu di tutti e tutto, ci sono posti piu’ liberi e altri meno(Italia),nessun posto e’ bello come l’italia, ma in tutti gli altri luoghi è più facile vivere. Oggi vivo a Bilbao ho due figli e una moglie Baska, ho un negozio di vestiti e sono felice, non avrei mai immaginato il mio futuro in quetso modo, però in un certo senso sono stato fortunato perché ho rischiato, ho rischiato nella mia vita il futuro per la curiosità del senso della libertà (un po’ spesso ma è quetso il concetto).
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La storia di Michele: fuggito a 16 anni e mai pentito di averlo fatto
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30 settembre 2010 |
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Fin da quando avevo 12 anni ho iniziato ad avere un sentimento di essere abbandonato ad una cultura di sfarsi e poca reattività, l’unico punto fermo che ho sempre avuto è la mia numerosa famiglia. Solo su di loro ho sempre potuto contare nelle difficolta. Fin da quel momento provavo disgusto per come i professori mi trattavano a scuola alienando la mia creatività e il mio interesse per materie extrascolastiche, come se lo studio fosse basato su teorie altrui e basta.
Mi trasferii in Sud Africa quando avevo appena 16 anni, quest’esperienza mi ha insegnato che l’organizzazione non viene dai soldi ma da gente competente con idee buone e attuabili ai vari sistemi di vita. Tornato in Italia mi sono sentito affranto di come tutto andasse lentamente e disorganizzatamente, avevo bisogno di fare un altro passo avanti sacrificando i miei studi di medicina in Italia; e cosi iniziai una “nuova vita” a Londra, lasciando amori, amici e la mia carriera nel rugby, quando ancora c’erano pochi italiani nella city, tutti mi trattavano come the south african per il mio accento e ho lasciato il ricordo di me nelle vie di nothing hill gate, cultura teatro e anche solo semplici scherzi.. del resto non avevo voglia di incontrarne nuovi di italiani… era da loro che scappavo!
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La storia di Gaetano – Vivo in Brasile a causa dello Stato-Camorra
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30 settembre 2010 |
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Avevo una piccola azienda a Napoli (S. Giovanni a Teduccio – Ponticelli) aperta il 2001 ma appena stava avendo utili si é presentata la Camorra ed ha iniziato a spolparmi soldi fino al punto che non potevo piú pagare perche nel 2005 anche lo stato stava spolpandomi con tasse e blocco di aiuti alle piccole imprese (prestiti bancari e finanziamenti), quindi incacchiato non ho pagato più la Mafia e lo Stato… non vi dico.
Ricordo solo che un giorno si presentano uomini della Camorra al citofono di casa mia dicendo che se non mandavo 30mila euro in 24ore uccidevano la mia famiglia (non sono sposato vivevo con i miei genitori e mio fratello), beh avevo orologi ed altre cose di piccolo e medio valore ho venduto tutto auto compresa ed ho pagato, per paura di ritornare in azienda l´ho chiusa e perso 120mila euro e con altri 25mila euro che mi erano rimasti sono venuto in Brasile Bahia 2005 dove ho aperto una piccola “Pizzeria Bella Napoli” 2007-8 che mi da la “sopravvivenza economica” ma tantissima pace e armonia, che solo qui nel “terzo mondo” si può trovare. Mentre la mia famiglia ancora paga le carte di arretrati che lo stato mi manda per la chiusura improvvisa della mia azienda, lo stesso stato che non ha saputo dare protezione a me, al mio commercio e la mia famiglia. Stato-Camorra.
Sono stato illegale in Brasile (per non tornare in Italia) ma il grande Presidente Lula ha fatto un Amnistia per tutti gli stranieri illegali (esatto contrario dell´Italia) ed ho potuto andare a casa per 20 giorni a Novembre 2009, alleluja.
Mi dispiace che si stanno mangiando la nostra bella Italia (la politica e le mafie) ma questo siamo e questo ci meritiamo.
Gaetano Battaglia
Noi Emigrati per Legittima Difesa – Nishanga da Berlino
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30 settembre 2010 |
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Berlino è un porto di mare anche se il mare, è ovvio, non c’è; è un porto dove, come ti giri e ti giri, senti parlare italiano.
http://www.flickr.com/photos/nishanga/2406697713/
Questo è diventato un fenomeno sul quale riflettono persino nelle università, sfornando tesi su quello che appare un vero e proprio esodo. Italiani della seconda generazione ci chiamano; e non si riferiscono al particolare anagrafico ma rilevano la differenza basilare tra due flussi migratori: quello degli anni 50’ con le valigie di cartone a caccia di lavoro e quello d’oggi che all’opposto è uno spostamento in massa, in un posto dove oggi il lavoro facile non c’è, di eccellenze creative e sensibilità intellettuali.
http://www.nishanga.it/2009/index.htm
Siamo gli – Emigrati Per Legittima Difesa – come ci definisce lo slogan azzeccato. La scelta, per sopravvivere, ci ha portato in questo posto senza sole e senza sapore ma che scommette su di un futuro buono, e punta sulla qualità della vita. Ma, anche se è il calore ci manca, eppure Berlino riesce a nutrirci di energie sottili che possiamo benissimo chiamare rispetto e del quale, evidentemente, abbiamo un bisogno disperato.
http://nishangainberlin.blogspot.com/
Giullare a Madrid – la storia di Bruno Gullo
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30 settembre 2010 |
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- Vivo a Madrid da 4 anni. Ho 29 anni, sono laureato in Lingue e faccio il giullare di professione. Inutile dire che a Roma, la mia città natale, la gente stenta a credere che vivo con il teatro e la musica.
La mia web è www.myspace.com/brunogullo
Da due mesi è nata la mia bambina Olivia, mezza italiana e mezza olandese, residente a Madrid! Una vera europea! Non faccio commenti sulla situazione italiana perchè ultimamente ogni parola è vana. In Europa, come sanno tutti, ridono di noi, della nostra politica e delle nostre arretratezze sociali.
Bruno
Vivo altrove – l’esperienza tra l’Italia e l’Inghilterra di Coclico
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30 settembre 2010 |
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Mentre concludevo, con fatica abnorme, i miei studi universitari in statistica, finalmente ora potrò dedicarmi ai miei sogni alle mie idee alle mie propensioni. Non sono un masochista, ma non mi piace lasciare le cose a metà: la scelta degli studi è stata fatta con molta leggerezza però con testardaggine li ho portati a termine anche con discreto successo.
Avevo 27 anni poco dopo inizio a lavorare nel mio campo e nella mia città …il massimo!!! Ma dentro sentivo fremere, sentivo disagio. Cambio lavoro, ho più tempo per me, mi dedico alle mie cose pittura artigianato scrittura mi fa sentire vivo. Quel lavoro non c’è piu, parto, destinazione Gran Bretagna, faccio il cuoco mi sento vivo posso aspirare a tutto una libertà incredibile che in Italia la si può solo sognare. Studio inglese addirittura ho due lavori conosco tanta gente e mi innamoro ogni giorno. Un bel giorno la scelta vinco un master in Italia: parto non parto, parto non parto. Ho scelto la razionalità, un coronamento ai miei studi tra me e me pensavo potrò sempre ritornare.
Ritorno in Italia, in Toscana studio a Pisa, successivamente lavoro per un importante azienda di moda a Firenze. Lavoro importante dicevo ma dentro mi ritorna il bruciore di pancia … nel fratempo mi innamoro di quella che a distanza di un anno diventerà mia moglie. Entrambi con lo stesso dolore di pancia decidiamo di partire di vivere la nostra vita come la vorremmo. Ma arriva sempre un ma, sempre un bivio e una scelta che ci fa posticipare a data da definirsi la nostra partenza. Seguo mia moglie nel veneto per un importante lavoro. Sono qui oggi per amore spaesato da diversi mesi con difficoltà di inserirmi in un contesto che non riesco a definire. Ho cercato inizialmente di apprendere nuove arti l’artigianato il restauro ma nulla la società è chiusa e distante. Mi sento in balia delle onde imprigionato in una vita che non è mia, ora aspettiamo il momento giusto per ripartire intanto mi dedico alle mie passioni culinarie cercando di specializzare come cuoco.( amo la cucina ma chiaramente a distanza di mesi ho trovato solo un lavoro in call center con pagamento a cottimo). Vivo in proiezione futura di quel che accadrà di quello che vorrei che accada, della nostra prossima mossa, di stringere i denti e continuare, ma oggi in questo preciso istante vivo altrove.
Censimento degli italiani residenti all’estero su Repubblica.it
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30 settembre 2010 |
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Raccontate anche voi la vostra storia e auitateci a capire quanti sono gli italiani che risiedono all’estero, iscritti o meno all’AIRE.
Su repubblica.it abbiamo lanciato un sondaggio senza precedenti:
http://www.repubblica.it/economia/2010/09/29/news/nessuno_in_patria_qualcuno_altrove_la_generazione_degli_italiani_in_fuga-7540203/?ref=HRER1-1
http://racconta.repubblica.it/italiani-estero/?ref=HRER1-1
Se volete, potete raccontare la vostra storia anche qui, in questo sito:
http://www.vivoaltrove.it/la-tua-storia/
Evento che ospita “Vivo altrove” a Casale sul Sile: 15 ottobre
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26 settembre 2010 |
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Venerdì 15 ottobre si svolgerà un evento dal titolo “Casale Young” nel quale si affronteranno alcuni dei temi presenti in “Vivo altrove”, organizzato dall’Associazione Mens Civica.
L’incontro sarà alle ore 20:30 presso “el Graner” di Conscio di Casale sul Sile:
Via Chiesa, 20 (davanti alla chiesa di Conscio).
Parteciperanno due giovani di Casale che si sono distinti in ambito professionale ed hanno avuto riscontri anche all’estero: Filippo Perocco, compositore e direttore d’orchestra, e Claudia Cucchiarato, giornalista freelance.
Ecco la locandina, vi aspettiamo!
Pordenone, 13 settembre 2010
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23 settembre 2010 |
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Non mi dilungherò sulla splendida accoglienza e il calore trasmesso dagli organizzatori e dal pubbico della serata che si è svolta su “Vivo altrove” a Pordenone lunedì 13 settembre. Non mi voglio dilungare perché sarebbe impossibile esprimere tutta la mia gratitudine e, dopotutto, queste cose vanno fate in altre sedi. Voglio però sottolineare quanto sia stato importante per me, che giro l’Italia da qualche mese ormai, di presentazione in presentazione, scoprire che esiste un’isola felice dove si ha ancora voglia di lottare e resistere.
Mi ha fatto molto piacere conoscere persone come Chiara Mio (assessore al Bilancio di Pordenone, che mi ha presentato con un entusiasmo quasi imbarazzante), Francesco Vanin (il fondatore di PNbox, andate a vedere che progetto straordinario…), Michela, Luciano e tutti i responsabili del Centro Culturale Casa A. Zanussi… Persone che danno molto e chiedono pochissimo a cambio: serenità e serietà, due concetti poco diffusi in quest’Italia 2010.
Un ringraziamento particolare va a Laura Zuzzi, che ha voluto, sostenuto, organizzato e amato questo incontro, con al centro soprattutto i giovani, visto che gli ospiti più importanti della serata erano i ragazzi europei che partecipavano allo stage “Curiosi del Territorio“. Anche a loro un sincero grazie per gli interventi e per la curiosità dimostrata, appunto.
Le foto qui sotto rendono solo in parte l’idea della piacevole serata che si è svolta su “Vivo altrove” il 13 settembre negli studio di PnBox, a Pordenone.
Grazie.
Claudia


