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Articoli pubblicati nel mese di
È passato il ddl Controesodo
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23 dicembre 2010 |
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“Il disegno di legge che dispone incentivi fiscali per agevolare il rientro di lavoratori che hanno preferito trasferirsi all’estero è diventato legge”. Con queste parole oggi le agenzie e i principali giornali nazionali davano la notizia dell’approvazione in Senato, dopo quella della Camera avvenuta in maggio, del progetto bipartisan “Controesodo“. È una bella notizia, qualcosa si muove. Sono incentivi fiscali: “fino a 25 mila euro di credito di imposta l’anno per un massimo di tre, per i talenti comunitari, con almeno due anni di residenza in Italia, non solo ricercatori, che vogliano tornare a lavorare nella Penisola”.
È un primo passo, ci vorranno adesso nuove iniziative che mettano le aziende italiane nelle condizioni di poter assorbire queste forze volenterose di ritorno. Ci vorranno cambiamenti nella mentalità stessa delle imprese italiane, del tessuto sociale, delle politiche lavorative… Ci vorrà una buona rete, che funzioni, proprio come è funzionato il tam tam di “Controesodo”… ci vorrà tempo e buona volontà.
Ma è comunque una buona notizia. Peccato che sia arrivata lo stesso giorno dell’approvazione della Riforma Gelmini: un piccolo passo in avanti, un grande passo indietro. Chi riesce a tenere il passo di questo passo?
Buona notte, che il sonno porti consiglio!
FIRMA IL MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI!
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20 dicembre 2010 |
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I blog “La Fuga dei Talenti” e “Vivo altrove” lanciano un’iniziativa senza precedenti: un “Manifesto degli Espatriati“, che condensa in dieci punti i motivi che stanno portando -e hanno portato- centinaia di migliaia di giovani qualificati e ad alto potenziale a lasciare il Paese.
Il “Manifesto”, aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che vivono all’estero, resterà online nei prossimi mesi per le vostre sottoscrizioni, prima di essere inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.
Lo slogan è:
Firma anche tu: Impegnati a rendere l’Italia “un Paese per Giovani”!
CLICCA QUI PER COLLEGARTI AL BLOG UFFICIALE DEL MANIFESTO
AIUTACI A DIFFONDERLO SUI PRINCIPALI SOCIAL NETWORK E VIA E-MAIL!
Incontro a Madrid: “L’emigrazione giovanile nell’era di Internet”
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15 dicembre 2010 |
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Giovedì 16 dicembre alle 19:00 si svolgerà un incontro/dibattito dal titolo “L’emigrazione giovanile nell’era di Internet”, in cui si dedicherà ampio spazio a “Vivo altrove”. L’evento è stato organizzato dall’associazione Pugliesi in Spagna, nella sede del Com.It.Es. di Madrid:
c/Agustín de Betancourt, 3
Qui l’invito all’evento su Facebook:
http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1746352260548#!/event.php?eid=164699276904615
Alla tavola rotonda parteciperanno Claudia Cucchiarato, giornalista di Repubblica e de l’Unità e autrice del libro “Vivo altrove”, Enric Juliana, vicedirettore de La Vanguardia, Giovanna Genchi, Dirigente Servizio Pugliesi nel Mondo, Elena Gentile, Assessore al Welfare e Pugliesi nel mondo della Regione Puglia e Stefano Nicoli, filmaker e realizzatore del cortometraggio “Itañoli, storie di italiani a Madrid” che verrà proiettato ad inizio evento.
Oggi manifestazione in piazza anche a Barcellona
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14 dicembre 2010 |
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“Noi non siamo sfiduciati”, quasi impossibile tradurre in spagnolo e catalano il doppio senso racchiuso nella parola “sfiduciati”, ma ci abbiamo provato. Insieme a un sacco di anime della sinistra e dei movimenti presenti a Barcellona abbiamo messo giù un manifesto attorno al quale ci raduneremo oggi, martedì 14 dicembre, alle 18:30 in Plaça Univeristat a Barcellona: per esprimere la nostra rabbia e il nostro appoggio nei confronti di chi da giorni in Italia si sta manifestando contro i vergognosi colpi di coda di un Governo ormai in agonia.
L’appuntamento è già stato fissato, oltre agli italiani di Barcellona, speriamo di vedere anche un bel po’ di catalani e altri stranieri residenti in città, per dimostrare che l’Italia vera non è quella che raccontano i giornali.
Qui l’invito su Facebook:
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=168101303228722
e qui sotto il testo con cui inizia e si conclude il manifesto, con il pdf del volantino in tre lingue, le nostre tre lingue…
Vi aspettiamo!
Oggi 14 di dicembre, il governo italiano potrebbe cadere, anzi potrebbe essere già caduto o comunque è destinato a questa fine, sotto i colpi di parte della maggioranza che fino ad ora l’ha sostenuto (gli ex neofascisti capitanati dal Presidente della Camera Fini).
Una maggioranza che ha condotto l’Italia nel baratro di una crisi non solo finanziaria, ma anche culturale e istituzionale, se non antropologica; i governi di Berlusconi passeranno alla Storia per aver tutelato gli interessi del proprio capo e aver irriso per anni le funzioni del Parlamento sovrano ricorrendo continuamente alla pratica antidemocratica del decreto legge (che viene votato impedendo, di fatto, il dibattito parlamentare)…
Ci sarebbe poco da festeggiare, in ogni caso, se Berlusconi cadesse o fosse caduto al termine di una partita giocata interamente all’interno del Palazzo. Non ci basta.
Per questo, mobilitiamoci in tutte le città italiane e anche all’estero: cittadine e cittadini, lavoratori e studenti manifestiamo:
NOI NON SIAMO SFIDUCIATI a Barcellona.
Riuniamoci tutte e tutti in Plaça Uuniversitat, martedì 14 dicembre 2010 alle 18,30
Coordinamento Cittadini Italiani Progressisti di Barcellona.
Aderiscono: Associazione AltraItalia, Movimento ‘Lo Sbarco’, Italiaes.org e i circoli di Barcellona del Partito Democratico, Italia dei Valori,
Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà.
Volantino – Noi Non Siamo Sfiduciati
Smettiamo di dire “giovani”, il fenomeno è ben più vasto…
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13 dicembre 2010 |
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Mi chiamo Adriano, ho 38 anni e lavoro come maestro di Teatro e Musica nelle Scuole elementari. Da più di 1 anno mi sono trasferito insieme ad alcune amiche e amici cari in Andalusia, nel Sud della Spagna. Il progetto di vita che ci unisce e che ci porta a condividere spazi e tempi fuori dell’Italia è legato al desiderio di vivere una vita vera, che sia continuamente ricca di arte, cultura, piacere di condividere con gli altri la propria passione. Sono circa 10 anni che ognuno di noi (abbiamo tra i 35 e i 50 anni) ha lottato tenacemente per non veder spenta la propria fiamma e per sopravvivere al buco nero che ha colpito l’Italia. Abbiamo cercato costantemente e in vari luoghi di portare un sano contributo artistico e culturale al Paese dove siamo nati e ad un certo punto abbiamo fermamente deciso di lasciarlo, perché terra devastata e alla deriva… Il nostro progetto di vita si è spostato altrove dove si può continuare a respirare bellezza insieme ad una comunità. La nostra scelta non è stata “giovanile”, ma vissuta in tutte i suoi passaggi e fatiche di vita quotidiana degli scorsi anni. Mi piacerebbe che, viste anche le molte testimonianze over 35, non si parlasse più di “fenomeno giovanile” o “non è più un paese per giovani”. Il fenomeno è ben più grave e serio e se lo si titola solo così non si rende giustizia a una generazione che è cresciuta negli anni ’80 e ha sofferto per resistere allo schifo che avanzava e che ora, con coraggio, riconosce la disgrazia totale e sceglie di proseguire a vivere… altrove.
Dal Canada – Non sempre c’è una pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno..
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2 dicembre 2010 |
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Sono arrivato a Toronto qualche mese fa con un programma chiamato working-holiday che mi permetterebbe di lavorare per un periodo di 6 mesi.
Sono un laureato, non un cervellone certo, ma ho pur sempre una laurea che mi permesso di accumulare qualche esperienza lavorativa in Italia in grosse imprese nelle telecomunicazioni. Sono arrivato speranzoso nell’apertura mentale dei canadesi e nel miraggio di una retribuzione dignitosa nel mio settore (Informatica). Ero (e lo sono ancora) stanco della situazione del nostro Paese, di lavorare molto per poi permettermi una stentata sopravvivenza, di non trovare il vero sfogo delle mie aspirazioni lavorative (chi lavora nel settore in Italia, sa che il mercato è piuttosto limitato, senza possibilità di usare nuove tecnologie o di fare della ricerca).
Credo di essere al momento uno dei pochi cervelli in fuga che viene rifiutato alla frontiera.
Una testimonianza pro-Italia dall’Olanda – il paradiso in terra non esiste
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2 dicembre 2010 |
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Da quattro anni ho lasciato l’Italia per l’Olanda. Quattro anni fruttuosi sotto tutti i punti di vista: ho trovato rapidamente lavoro, sto comprando casa, ho messo su famiglia. Ho un po’ di risparmi da parte e prospettive per il futuro, crisi permettendo. Ma vorrei distanziarmi dal coro di emigranti esterofili: l’Italia non è così male, il resto d’Europa non è così ideale.
L’esperienza di Londra
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1 dicembre 2010 |
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Ci avevano avvisato: un incontro “attesissimo”, verranno molte persone, si aprirà un buon dibattito… Eppure, né io né Sergio Nava, autore di La Fuga dei Talenti e conduttore di Giovani talenti su Radio24, ci saremmo mai aspettati un’accoglienza così calorosa.
Da qui il ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato attivamente all’organizzazione e alla realizzazione dell’incontro dal titolo “Arrivederci Italia?” che si è tenuto a Londra venerdì 26 novembre scorso.
Grazie alla Scuola Italiana che ci ha accolto, alla Bocconi Alumni Association, a The Italian Book Shop e a Italians of London.
Grazie anche a Daniela De Rosa e Andrea Valdambrini, per gli interventi e la moderazione del dibattito. Ma soprattutto, grazie a tutti quelli che sono venuti a discutere con noi (e ci dicono che erano più di 200) sul perché tanti italiani scelgono tutti i giorni di abbandonare il proprio Paese. Perché ce ne siamo andati, perché e a quali condizioni un giorno ci piacerebbe tornare, perché vorremmo poter condividere l’esperienza e la professionalità acquisita all’estero, come hanno scritto Giancarlo nel sito Italians of London e Andrea nel blog FQ Londra del Fatto Quotidiano.
Come testimonianza, vi lasciamo qualche foto della serata, con la promessa di spiegare nei dettagli tutte le proposte e le idee che abbiamo ascoltato. Verranno presto allegate al Manifesto degli Espatriati, lo scopo è quello di ampliare il punto 10 e continuare, in altre occasioni e in altre città, a raccontare cosa pensa e cosa propone chi in Italia ha scelto di non vivere più.
A presto!
Io non ci sono riuscito… ancora! – La lucida testimonianza di un imprenditore, dall’Italia
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29 novembre 2010 |
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Ho 44 anni.
Sono ingegnere informatico ed ho sempre lavorato, ancora prima della laurea. Ho avuto esperienze in aziende grandi e piccole, come consulente e come dipendente. Oggi ho una piccola azienda che sviluppa software e fornisce servizi sistemistici. Io dico di avere una bottega artigiana, perché il nostro lavoro in realtà è molto simile all’artigianato: realizziamo pezzi unici perfettamente modellati sulle esigenze dei Clienti: come una sartoria insomma!
Ho lavorato e studiato anche all’estero. In Svizzera, in Francia e negli States. Potrei raccontare tutto quello che gli altri amici hanno scritto: meritocrazia, servizi, soddisfazione, qualità della vita, professionalità dei colleghi.
Perdonatemi, ma anche sta storia della pizza e del cielo blu non regge. In Italia piove (da quarant’anni ormai) e la migliore pizza della mia vita l’ho mangiata a New York.
Ossigeno – la storia di Giulietta da Londra
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20 novembre 2010 |
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Sono all’estero da 15 anni , prima in Olanda, poi a Londra. Me ne sono andata per molte ragioni: la mentalità provinciale, la mancanza di rispetto, il sessismo, la mancanza di prospettive lavorative per una laureata DAMS (corso di Laurea che dovrebbe trasformarsi radicalmente per avere un senso). All’estero ho trovato subito lavoro per compagnie teatrali, un contratto regolare con regolari ore di prove. Mi sono iscritta ad Equity e l’iscrizione annuale prevedeva anche l’assicurazione per artisti nel teatro. In Italia nulla di ciò: gli orari erano improvvisati, il rispetto poco. Qui a Londra ho trovato supporto, la gente ti incoraggia e ti dà anche delle dritte vedendo che tipo di capacità hai: in Italia era solo invidia, meschine gelosie, e crescita professionale zero!
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